Operaio malato di leucemia, i colleghi gli donano 110 giorni di ferie

Grazie all'altruismo degli altri lavoratori, l'uomo avrà il tempo per recuperare le forze senza dover rinunciare al suo stipendio

I colleghi di Mattei Spa (facebook.com)

Un operaio malato di leucemia rischiava di rimanere a casa senza stipendio, ma i suoi colleghi, con un gesto di grande solidarietà, gli hanno donato 911 ore delle loro ferie. La storia ha per protagonista un 53enne di Cologno Monzese (Mi) impiegato alla Mattei Spa di Vimodrone (Mi).

Emilio, a cui nel 2016 era stata diagnosticata una gravissima forma di leucemia, stava per finire i giorni di congedo per malattia, ma viste le sue condizioni cliniche, non sarebbe potuto tornare a lavoro. Così, racconta il Giornale di Treviglio, l'uomo correva il rischio di dover prendere un periodo di aspettativa non retribuita. Fortunatamente, però, la situazione si è risolta nel migliore dei modi grazie alla decisione dei suoi colleghi di rinunciare alle proprie ferie per donarle a lui che ne aveva più bisogno. 

"La solidarietà dei miei colleghi, oltre a rasserenarmi, mi ha dato il tempo necessario per pensare a una guarigione" ha riferito l'uomo a MilanoToday, dicendosi stupefatto per la generosità degli altri lavoratori: "Ho sempre pensato di avere dei colleghi molto solidali, ma sinceramente non mi sarei aspettato un'adesione così piena nei miei confronti ed è per questo che non smetterò mai di ringraziarli".

A fare la colletta dei circa 110 giorni di ferie e permessi non solo gli operai che lavorano con Emilio a Vimodrone, ma anche tanti colleghi della sede di Mattei di Zingonia (Bg), che pur non conoscendo l'uomo, hanno deciso altruisticamente di fare qualcosa di concreto per aiutarlo. 

Nonostante all'epoca della diagnosi i medici avessere dato a Emilio solo pochi giorni di vita, grazie al trapianto di midollo donato dal figlio e una dura lotta contro la malattia, durata un anno e mezzo, l'uomo si è ripreso. "In questo periodo tremendo mia moglie, con la sua immensa pazienza e il suo amore, e mio figlio, che mi ha donato il midollo, sono stati fondamentali. Non dimenticherò mai nemmeno il supporto dei miei colleghi che sin dall'inizio nella malattia mi sono stati vicini". Ora il gesto di amicizia e solidarietà dei suoi colleghi permetterà al 53enne di continuare a curarsi rimanendo a casa per recuperare appieno le forze.

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