Avastin/Lucentis, cure costose per maculopatia. La Regione: "Terapie salvavista non si interrompono"

La decisione del Pirellone dopo l'incontro con gli oculisti

"Le terapie 'salvavista' per i pazienti affetti da maculopatia non si interrompono. In un clima positivo e costruttivo, abbiamo fornito ai medici specialisti tutte le indicazioni necessarie per procedere alla prescrizione e continuita' delle cure".

L'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera commenta cosi' l'incontro avvenuto martedì a Palazzo Lombardia fra i rappresentanti della Direzione generale Welfare, della Societa' oftalmologica lombarda e del Gruppo oculisti ambulatoriali liberi a seguito della vicenda AVASTIN/LUCENTIS.

Stessa cura, enorme differenze di prezzo

Pochi giorni fa, infatti, la giunta regionale aveva stabilito in 55 euro il rimborso da corrispondere per le somministrazioni delle cure per la maculopatia, nell'ambito di un panorama terapeutico che presenta differenze enormi sul costo dei farmaci presenti sul mercato. Una decisione, questa, che aveva determinato la richiesta di un supplemento di informazioni da parte delle associazioni mediche del settore. Al Sacco erano state bloccate le visite. La patologia, infatti, può essere curata con due farmaci: uno è l’Avastin prodotto da Roche e venduto a 80 euro a iniezione (nato come antitumorale, il suo uso è off label, cioè fuori indicazione terapeutica, perché Roche non ha mai chiesto l’estensione per la maculopatia, come ricorda il Corsera); l’altro è il Lucentis di Novartis il cui costo è di 900 euro a iniezione. Nel 2013 parte un’istruttoria dell’Antitrust per un’ipotesi di intesa restrittiva della concorrenza tra le due case farmaceutiche.

"Durante l'incontro di oggi abbiamo condiviso l'assoluta correttezza del recente provvedimento di Regione Lombardia - sottolinea l'assessore Gallera - fornendo le opportune garanzie circa la continuita' terapeutica del singolo paziente, la procedura del consenso informato e l'eventuale cambio di farmaco in caso di documentata inefficacia del trattamento in atto, per il quale la Dg Welfare si riserva di dare indicazioni alle direzioni aziendali. E' diritto di ogni cittadino avere le terapie piu' appropriate per la propria patologia ed e' dovere di ogni istituzione, come sta facendo Regione Lombardia, assicurarle nel quadro del miglior rapporto costo-beneficio".

"La Regione - prosegue l'assessore Gallera - ha fornito i chiarimenti necessari anche riguardo alla rete di farmacie ospedaliere pubbliche e private gia' operative per il confezionamento monodose del farmaco Avastin per l'uso intravitreale, nel rispetto delle norme di buona preparazione".

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