Rissa in largo Cairoli, tre ragazzini accoltellati dopo una lite con due loro amici: 17enne grave

Le vittime stavano discutendo con due loro amici quando sono intervenuti altri ragazzi. I fatti

La polizia e il 118 sul posto - Foto MM © MilanoToday

Stavano discutendo, ma in maniera tranquilla, con due amici che avevano trascorso la serata insieme a loro. Poi, improvvisamente, sono finiti nel mirino di un altro gruppetto di ragazzi, che li hanno colpiti - con violenza - e sono fuggiti. 

Notte di sangue, quella tra sabato e domenica, in largo Cairoli, in pieno centro a Milano. A restare sull’asfalto, feriti in maniera grave, sono stati tre ragazzi - due diciassettenni e un sedicenne, tutti italiani - colpiti con alcune coltellate

Poco dopo mezzanotte, secondo quanto ricostruito dalla Questura, i tre hanno iniziato a discutere in strada - in modo comunque pacifico . con due giovani peruviani, loro amici. La lite si è subito allargata ad altri ragazzi filippini che sono intervenuti prendendo le parti dei due stranieri, pensando che fossero loro connazionali e che avessero bisogno di essere "difesi" da una presunta aggressione in corso.

Così, in un attimo, dalle parole si è passati ai fatti. Le tre vittime sono state colpite con calci e pugni e poi ferite con un coltello, che i poliziotti hanno trovato poco lontano dal luogo dell’aggressione. 

Sul posto, oltre agli agenti della Questura, sono intervenute tre ambulanze e due auto mediche, con i soccorritori del 118 che hanno prestato le cure del caso ai due diciassettenni e al sedicenne. 

Le condizioni più serie sono quelle di uno dei due ragazzi di diciassette anni: medicato, è stato trasportato in codice rosso al Niguarda. Le ferite che ha riportato nell’aggressione sono gravi, ma sarebbe fuori pericolo di vita. Un po’ meglio è andata ai suoi amici, entrambi finiti in codice giallo nei pronto soccorso del Fatebenefratelli e del Policlinico. 

La polizia ha identificato, oltre alle vittime, anche i due loro amici peruviani - entrambi diciassettenni - e i due filippini, ragazzi di diciassette e ventisei anni. Tutti e sette, comprese quindi le vittime, sono stati indagati per rissa.

La squadra mobile prosegue ora le indagini per capire se, oltre ai due filippini identificati, del gruppo facesse parte anche qualcun altro.

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Commenti (6)

  • Avatar di m
    m

    certo, un filippino che scambia un peruviano per connazionale più che un coltello, in tasca dovrebbe tenersi degli occhiali...

  • Fuori dal paese rimpatriati al paese di origine con il divieto di rientrare in Italia x sempre

    • Avatar anonimo di Tiberio
      Tiberio

      Tre-Due-Uno-Disco Rotto in partenza: Razzista, populista, lo fanno anche gli italiani, è colpa del disagio sociale, è perchè non si sentono accolti e inclusi, siamo tutti responsabili, è perchè non hanno guardato la cacca nel vasino quando erano piccoli e non avevano i soldi per la psicanalisi freudiana, bisogna recuperarli, reintegrarli, prevedere percorsi alternativi al carcere....bla bla...E intanto, cittadini indifesi per legge subiscono delinquenti armati che se ne fregano delle nostre teorie psicogiudiziarie-sociologico-elevate.

  • a 16 anni ero a casa alle 21.30 e dovevo star nel parchetto davanti a casa. Detto ciò, non è la prima volta che si accoltellano ragazzini filippino e peruviani e una volta presi, vengon rilasciati il giorno seguente.. quindi non state a perdere tempo a cercarli.

    • Si anche questo è vero ma se un ragazzo/a vuole girare per strada anche di notte, non è giusto che possa incrociare certi individui

    • Avatar anonimo di Tiberio
      Tiberio

      Filippini, sudamericani: quasi tutti col coltello in tasca. E lo sanno usare. Quando glie lo vedi in mano è troppo tardi. I giornalisti non ci informano mai sul "dopo", ma spessissimo ammesso di sopravvivere ad un attacco di coltello, vuol dire rimanere menomati a vita, perdere l'uso di un arto, o ti levano un pezzo di stomaco o intestino. Milano mi sembra diventata un'immensa periferia da libro di Saviano. Solo che ormai ci stiamo abituando, e cercano di convincerci con la fandonia della "sicurezza percepita" e dei "reati in calo". Così ce ne stiamo zitti e buoni senza arrabbiarci.

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