Endometriosi, Milano capitale della ricerca. Ma la prevenzione è ancora insufficiente

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Tra i molti traguardi raggiunti dalla nostra città, ora c’è anche quello di essere la capitale mondiale della ricerca scientifica sull’endometriosi. Infatti, secondo l’organizzazione statunitense Expertscape, Milano è la città al mondo dove maggiormente si studia l’endometriosi e l’Università degli Studi di Milano risulta essere l’università più produttiva in termini di numero di pubblicazioni e di citazioni da parte dei colleghi (fonte http://expertscape.com/ex/endometriosis).

L’endometriosi è una patologia che colpisce l’apparato genitale femminile provocando frequentemente dolori, infertilità, problemi psicologici e deterioramento della qualità della vita, inclusi gli aspetti di salute sessuale. “Si stima che il 5% delle donne in periodo riproduttivo, un numero enorme, sia affetta da endometriosi – dichiara Angelica Vasile, presidente della commissione Politiche Sociali, Servizi per la Salute e Volontariato – Sono lieta dei traguardi raggiunti dalla ricerca a Milano, ma contestualmente vanno necessariamente intensificate le azioni di prevenzione ed informazione, purtroppo la consapevolezza di questa malattia è ancora troppo limitata".

"Non solo la nostra Università Statale ha ottenuto questo importante primato, ma ha anche proposto alla comunità scientifica un modello di assistenza alle donne con endometriosi, che tende a limitare il ricorso ripetuto a interventi chirurgici talvolta gravati da complicazioni o con possibili conseguenze sulla futura funzionalità delle ovaie – afferma Paolo Vercellini, professore di Ginecologia e Ostetricia, Ospedale Maggiore Policlinico – In clinica Mangiagalli sono stati sperimentati e diffusi trattamenti medici sicuri e ben tollerati che si sono dimostrati efficaci nel controllare il dolore e nel ridurre il rischio di recidiva della malattia".

Inoltre, sono stati approfonditi gli aspetti legati alla fertilità e sono stati precisati percorsi di procreazione medicalmente assistita specifici per le donne affette da endometriosi. Infatti, in queste pazienti non sempre si riesce a ottenere un concepimento naturale e, nel contempo, tecniche quali la fertilizzazione in-vitro possono comportare rischi se non effettuate da ginecologi particolarmente esperti in questa patologia.

"La collaborazione con le associazioni di pazienti è di grande aiuto e costituisce un’insostituibile occasione di ascolto delle necessità e dei problemi della comunità di donne affette dalla malattia" dichiara Vanessa Nebuloni, responsabile sezione di Milano dell’Associazione Progetto Endometriosi, "gli obiettivi delle ricerche cliniche infatti sono scelti insieme alle organizzazioni di pazienti e loro rappresentanti intervengono attivamente nella definizione e presentazione del protocollo" conclude Nebuloni.

E’ questo uno degli aspetti della medicina collaborativa e della ricerca partecipata che Milano oggi propone alle donne affette da endometriosi. "L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce molte donne. Nei casi più gravi affligge la vita delle donne, sotto molti aspetti per esempio quello relazionale, sociale e lavorativo. Per questo vogliamo intervenire anche con campagne e politiche di sensibilizzazione. Noi vogliamo che queste donne non si sentano sole", conclude Diana De Marchi, presidente della commissione Pari Opportunità e Diritti di Palazzo Marino.

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