Finto ginecologo adesca ragazzine con profili fake online e le violenta: arrestato ingegnere

L'uomo ha una famiglia normale ed era insospettabile. Si teme che le vittime siano molte

Repertorio

Il "mostro" di questa storia di abusi sessuali contro ragazzine poco più che bambine aveva una reputazione impeccabile. Nessun precedente penale. Un lavoro come ingegnere in una ditta brianzola e una bella famiglia: moglie, figli e una serenità apparente.

Tuttavia, mai come in questo caso, le apparenze ingannano. Sì, perché quell'uomo, italiano sulla cinquantina, in verità aveva una seconda vita sul web, con conseguenze gravissime per le sue vittime reali. Era lì, su Instagram, Facebook e Kik messenger, che si trasformava e diventava un medico ginecologo di fama internazionale. E grazie a decine di profili fake agganciava ragazzine di 14, 15, 16 e 17 anni. Le adescava e le convinceva a sottoporsi ad un trattamento "sanitario" presso il suo studio, che in realtà era un normalissimo appartamento dove poi abusava di loro sessualmente (le immagini della scientifica nella sua abitazione: video).

Finto ginecologo adesca ragazzine: le indagini

E' stato arrestato il 20 febbraio dagli agenti del Commissariato di Monza, guidato da Angelo Re. A novembre 2018, a dare il via alle indagini - ribattezzate Octopus proprio per via dei tentacoli che l'uomo era riuscito a crearsi grazie ai falsi profili online - è la denuncia del padre di una ragazzina finita nella rete del finto medico. La minore, una delle due vittime di violenza sessuale accertate, era soggiogata dalle minacce sottili che il 'professionista' metteva in atto. Si è convinta a parlare solo quando ha capito che l'uomo la voleva convincere a persuadere altre sue amiche a farsi 'curare' da lui. Tra queste c'era una vittima di 10 anni.

Il 'ginecologo' prometteva un trattamento 'Neutro'

L'ingegnere nei panni del medico - secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella di Milano - usava un linguaggio forbito e apparentemente scientifico per persuadere le ragazzine. Online aveva creato anche il profilo di un dottore 'venduto' come di fama internazionale: dottor Alberto Berti. Alle adolescenti poi spiegava che il suo metodo di 'neutralizzazione' serviva come anticoncezionale e la mancata terapia avrebbe avuto conseguenze nefaste sulla vita sessuale delle giovanissime: frigidità, sterilità e altri esiti negativi.

Il pedofilo con i profili fake su Instagram

I social network, hanno rivelato i poliziotti che hanno indagato, erano il luogo scelto dal cinquantenne per adescare le minori. Grazie alle decine e decine di profili fake, dove si fingeva ragazzina, convinceva le coetanee a sottoporsi al trattamento 'Neutro'. I suoi alter ego ovviamente lo elogiavano per far cadere nella trappola la vittima.

In un caso l'uomo ha usato anche un profilo maschile. Si è finto un adolescente bello ed ha instaurato una relazione virtuale con una giovane. Anche in quel caso solo con un obiettivo: convincere la giovane a farsi fare la cura dal fantomatico dottor Berti, che il ragazzino giurava essere un amico di famiglia.

Le vittime hanno paura e faticano a denunciare

Sono due le vittime di violenza sessuale accertate dai detective monzesi. Entrambe sono avvenute all'interno di un appartamento in Brianza, che non era stato in alcun modo mascherato da studio medico. Una di loro, una 15enne, hanno spiegato i magistrati, aveva mostrato dei dubbi ad incontrarlo ma a quel punto il finto ginecologo le avrebbe chiesto 365 euro per il lavoro fatto fino a quel momento. In caso di rifiuto, aveva detto l'uomo alla ragazza, avrebbe chiesto il denaro alla sua famiglia.

La circonvenzione di una terza ragazzina, quella adescata col fidanzatino virtuale, era fallita. Ma il sospetto degli investigatori, come sottolineato dalla pm Francesca Gentilini, è che le vittime, tra Monza e Milano, possano essere molte di più.

Rischio di inquinamento delle prove

Tutte le vittime, spiegano adesso dal Commissariato, come anche delineato nella relazione clinica della psicologa, hanno subito atti sessuali altamente lesivi, in quanto, prive degli strumenti per riconoscerli. Il gip ha ritenuto che la misura cautelare in carcere per il 50enne fosse l'unica idonea ad interrompere questa terribile storia. Non solo, anche per evitare il concreto rischio di inquinamento probatorio, visto il controllo che aveva sui suoi social e soprattutto sulle ragazzine.

Con l'accusa di violenza sessuale aggravata, adescamento di minori e detenzione di materiale pedopornografico: adesso l'uomo dalla reputazione impeccabile è chiuso nel carcere a Monza. Per l'ingegnere e il suo personaggio brutale è finita.

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