Laboratorio di merci contraffatte gestito da senegalesi

Non più solo venditori finali: i senegalesi ora risalgono la "catena" fino all'assemblamento dei prodotti contraffatti le cui parti provengono dalla Cina

Operazione della Locale

Scoperto un laboratorio clandestino per produrre merce contraffatta da destinare al mercato nero. La polizia locale e la guardia di finanza hanno effettuato un blitz giovedì pomeriggio in via Catullo (zona Certosa), scoprendo non soltanto abiti e accessori, ma anche arnesi, colle e bottoni, chiaro segno che l'appartamento al piano rialzato non era soltanto un deposito.

Vigili e finanzieri hanno trovato e sequestrato 6 mila prodotti. C'erano piumini, t-shirts, orologi, occhiali, borse: gli oggetti che i senegalesi spesso vendono come "vu cumprà" agli angoli delle strade. Prodotti che arrivano dalla Cina per parti, per poi venire assemblati in Italia, così da passare più inosservati alla dogana.

Finora l'assemblamento veniva effettuato in laboratori gestiti da cinesi. La novità, testimoniata dall'irruzione di giovedì, riferita dal Corriere, è che i senegalesi si stanno introducendo anche in quell'anello della catena. L'appartamento-laboratorio era infatti gestito da loro. Tre uomini tra i 28 e i 43 anni sono stati denunciati.

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