Milano, truffa e inganna gli anziani soli per poi rapinarli: arrestata "ladra della porta accanto"

L'arresto del Commissariato Lorenteggio. La donna ha un lungo elenco di precedenti penali

La ladra in azione

Anziani soli, indifesi e più facili da colpire. Erano loro il suo bersaglio preferito. Con stratagemmi vari li raggirava, entrava nelle loro case e poi li rapinava. La polizia ha arrestato mercoledì mattina Vincenza Oziosi, 52enne ritenuta responsabile di atti predatori in serie avvenuti il 28 maggio e indagata per furto in abitazione e rapina con l'aggravante dell’avere profittato di circostanze di tempo e di luogo anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa.  

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L’attività investigativa condotta dagli agenti dell’Ufficio reati contro il patrimonio del Commissariato Lorenteggio è nata a seguito dell’intervento della Volante a fine maggio per la rapina all’interno di un’abitazione nella zona di competenza. L’87enne proprietaria di casa aveva dichiarato ai poliziotti che, mentre era in visita al marito ospite di una casa di riposo a Cesano Boscone (Milano), aveva subito il furto della borsa lasciata appesa alla sedia a rotelle dell'uomo e che alcuni presenti in visita ai rispettivi familiari le avevano detto di aver visto un’estranea aggirarsi tra gli ospiti della struttura. Tornata a casa al Giambellino nel pomeriggio accompagnata da due amiche, una delle quali aveva copia delle sue chiavi, si era accorta che la porta era aperta e che all’interno vi era una donna che, con la borsa rubatale poco prima, stava cercando di uscire. 

Dopo un abbozzo di giustificazione, come se le stesse attendendo, la malvivente aveva tentato la fuga con la refurtiva scatenando una colluttazione durante la quale aveva spintonato e strattonato le anziane, colpendone violentemente una con schiaffo. La ladra aveva prelevato dal borsone con la refurtiva un fagotto - con i preziosi - e lo aveva conservato nella propria tracolla. Quindi si divincolava fuggendo di corsa lungo le scale e facendo perdere immediatamente le proprie tracce.  

Due rapine in poche ore

Curiosamente, verso le 14, quindi qualche ora prima, un’altra anziana donna, in procinto di uscire di casa per alcune commissioni, aveva ricevuto una conoscente del quartiere, a lei nota come Cinzia Oziosi, che con un paio di stratagemmi - prima la richiesta di un consiglio poi di un caffè perché si sentiva stanca - era entrata nell'abitazione e, approfittando del caffè, le aveva rovistato nelle stanze approfittando del fatto che si trovasse in cucina. Al suo ritorno la vittima, insospettita dal fare nervoso della donna, dalla sua tracolla stranamente più gonfia e dalla visita al bagno - dove l’altra aveva utilizzato con curiosa ripetitività lo scarico dell’acqua -, aveva riscontrato la sparizione del borsellino dall’interno della borsa. Borsellino che curiosamente era fra i cassetti del bagno, completamente vuoto, insieme ad altri effetti personali che non avrebbero dovuto trovarsi certamente lì. Vistasi alle strette la ladra aveva cercato prima di impietosirla per poi passare direttamente alle minacce se avesse chiamato la polizia. Minacciando successivamente anche la sorella della vittima, facendo leva sui suoi numerosi precedenti penali. Le indagini riescono a collegare i due fatti.

I predecenti della malvivente

I precedenti penali hanno poi messo in risalto la sua ‘abitualità’ a questo genere di reati, con una carriera criminale risalente almeno al febbraio 2006, quando fu denunciata per lesioni e tentata truffa. Occasione dalla quale emerse subito anche l’indole violenta e la propensione al crimine, con una vera e propria ‘specializzazione’ nel campo dei furti in appartamento contraddistinta da una matrice particolarmente ‘amara’: quella della predilezione verso vittime particolarmente anziane. 
 
Gli atti dicono infatti che nel corso degli anni la donna si è dedicata costantemente a vittime molto anziane o comunque in condizioni di estrema difficoltà, utilizzando i più svariati metodi: è entrata, per esempio, negli appartamenti fingendosi un’infermiera incaricata di ritirare gli indumenti di un congiunto effettivamente ricoverato, piuttosto che assistente sociale; oppure si è offerta ‘casualmente’ a vittime anche ultraottantenni per accompagnarle a fare la spesa, vittime alle quali ha poi portato via di tutto, dagli effetti personali ai preziosi più cari, sovente ricordi di famiglia, e perfino agli assegni che poi ha metodicamente provveduto a incassare con l’apposizione di firme false. Non ha nemmeno mancato di fare lo stesso direttamente nelle camere di svariati ospedali in danno dei degenti più deboli e indifesi. 
 
La sua indole è confermata dal fatto che neppure misure come gli arresti domiciliari l’hanno fermata e così, mentre doveva rimanere reclusa in casa, è stata arrestata dopo l’ennesimo furto ai danni di un uomo ricoverato presso l’ospedale San Luca di Milano. Gli atti dimostrano soprattutto che la sua attività criminale non è mai stata estemporanea, ma pianificata: si capisce dalla cura che ha sempre messo nell’individuare le sue vittime fra quelle più deboli e nei luoghi più esposti. Una volta, lo scorso marzo, si è perfino presentata a casa di un’anziana donna per riconsegnarle il borsellino che evidentemente le aveva rubato in precedenza, al solo fine di chiederle con insistenza il pin del bancomat. Ora è stata rinchiusa nuovamente in carcere.
 
 
 

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