"Serviva vino ai clienti, è troppo": marito musulmano condannato

L'uomo si è difeso: "Ha preso una libertà eccessiva". Ma intanto picchiava la moglie e la violentava per "punirla"

L'uomo è stato condannato

La moglie musulmana faceva la barista. Eccessiva libertà per un 50enne di origini marocchine che, per questa ragione, picchiava la consorte 32enne almeno una volta alla settimana e la violentava sessualmente.

Passi per il lavoro al bar, intollerabile che versasse vino ai clienti. Il marito aveva accettato che la donna si impiegasse nel locale per motivi prettamente economici. In tempo di crisi uno stipendio in più non si rifiuta. Ma aveva chiesto alla donna di limitarsi a "lavare i piatti in cucina". E sotto processo si è strenuamente difeso, ritenendosi evidentemente nel giusto: "Una vergogna per la mia famiglia, è andata oltre la libertà che le avevo concesso", ha affermato in tribunale secondo quanto riferisce il "Giorno".

La storia è presto finita con un divorzio decretato in Marocco, ma nel frattempo lui è finito sotto processo a Milano e a febbraio 2014 è stato condannato a un anno (con la condizionale) oltre a un risarcimento di 7.500 euro.

Potrebbe interessarti

  • Come riconoscere l'allergia al nichel?

  • Perchè alcune persone vengono punte dalle zanzare e altre no?

  • Come avere labbra carnose ed ottenere un effetto volumizzante

  • Problemi di pancia gonfia? Scopri i rimedi naturali più efficaci

I più letti della settimana

  • Milano, una notte di fuoco in via Palmanova: furioso incendio nel centro commerciale. Foto

  • Studentessa 22enne della Bocconi morta a Napoli: è precipitata dal settimo piano

  • Paura all'Esselunga: donne aggrediscono la guardia con una siringa infetta dopo la rapina

  • Marco, il ragazzo trovato morto in piscina a Milano: la tragedia dopo un bagno di notte

  • Sciopero generale trasporti il 24 luglio, blocco totale: gli orari dello stop a mezzi Atm e treni

  • Tragico incidente sulla A4, schianto fra tre auto: sette feriti, una bimba di 5 anni in coma

Torna su
MilanoToday è in caricamento