"Serviva vino ai clienti, è troppo": marito musulmano condannato

L'uomo si è difeso: "Ha preso una libertà eccessiva". Ma intanto picchiava la moglie e la violentava per "punirla"

L'uomo è stato condannato

La moglie musulmana faceva la barista. Eccessiva libertà per un 50enne di origini marocchine che, per questa ragione, picchiava la consorte 32enne almeno una volta alla settimana e la violentava sessualmente.

Passi per il lavoro al bar, intollerabile che versasse vino ai clienti. Il marito aveva accettato che la donna si impiegasse nel locale per motivi prettamente economici. In tempo di crisi uno stipendio in più non si rifiuta. Ma aveva chiesto alla donna di limitarsi a "lavare i piatti in cucina". E sotto processo si è strenuamente difeso, ritenendosi evidentemente nel giusto: "Una vergogna per la mia famiglia, è andata oltre la libertà che le avevo concesso", ha affermato in tribunale secondo quanto riferisce il "Giorno".

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La storia è presto finita con un divorzio decretato in Marocco, ma nel frattempo lui è finito sotto processo a Milano e a febbraio 2014 è stato condannato a un anno (con la condizionale) oltre a un risarcimento di 7.500 euro.

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