Deve farsi visitare il seno in ospedale: il marito non vuole e la picchia selvaggiamente

La donna ha poi rivelato anni di violenza domestica e anche un procurato aborto per i calci allo stomaco mentre era incinta

Repertorio

Non era contento che la giovane moglie fosse in procinto di farsi visitare il seno da un medico uomo, al Fatebenefratelli, e così - mentre i due si trovavano insieme nel cortile del palazzo in cui vivono, in zona Maciachini a Milano - l'ha scaraventata per terra dopo averla afferrata per il collo. Tutto davanti alla loro bambina di 6 anni e a un vicino di casa e conoscente. 

E' successo nel pomeriggio di sabato 30 giugno, intorno alle cinque e mezza. Lei - 26 anni, del Bangladesh come il marito 43enne - ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri, che si sono trovati davanti a una storia molto simile a quella del giorno precedente, quando un'afghana aveva chiesto aiuto a un tecnico di A2A e aveva svelato una situazione di botte e angherie da parte del consorte.

Percosse ripetute nel tempo

I medici del Policlinico hanno riscontrato le contusioni all'altezza del collo e al braccio, per la presa dell'uomo, ma anche varie altre contusioni sul corpo derivate senza ombra di dubbio da percosse ripetute nel tempo. Dimessa con 10 giorni di prognosi, la donna è stata accompagnata in caserma. I carabinieri avevano già fermato sul posto il marito, che s'era allontanato e poi era tornato.

La 26enne, ai carabinieri, si è aperta e ha raccontato anni di violenza nei suoi confronti, per futili motivi e per gelosia, quasi sempre davanti alla loro figlia. Tra questi episodi anche un procurato aborto. I due si sono sposati nel 2011, la bambina è nata nel 2012 e poi il marito è arrivato in Italia dal Bangladesh per trovare lavoro come lavapiatti. Lei lo ha raggiunto nel 2016 con la figlia e da lì sono iniziate le sofferenze.

Procurato aborto

L'episodio forse più drammatico risale al mese di febbraio del 2017. La coppia aspetta un figlio, ma il bambino portato in grembo non ferma e non dissuade lui dall'aggredire la moglie. Con una furia scatenata da banali motivi di gelosia, il 43enne prende a calci allo stomaco la donna. L'effetto è di qualche giorno di nausea e vomito, poi un ricovero in ospedale: i medici del Niguarda sono costretti a praticarle il raschiamento del feto.

Diversi gli episodi di violenza, anche recenti. Il 19 giugno la coppia si trova all'Idroscalo. C'è anche il conoscente presente sabato 30 giugno. Lei indossa un burqa ma ha caldo e fa per toglierlo. Lui se ne avvede e la blocca, la colpisce con pugni alle braccia: il loro amico interviene per difenderla ed evita il peggio. Poi - ricomposti gli animi - si recano tutti a cenare presso un McDonalds'. Ma a mezzanotte e mezza, tornati a casa, lui pretende che la moglie gli cucini del riso. Lei obietta: "Abbiamo già cenato". Ed è il "motivo" per malmenarla di nuovo.

Ancora il riso è la causa scatenante di un altro litigio violento, mercoledì 27 giugno. Lui rincasa tardi - per via della sua professione di lavapiatti - e obbliga, all'una di notte, la moglie a cucinarglielo. Lei esegue. Ma lui non è soddisfatto, la accusa di non impegnarsi abbastanza. E la picchia per l'ennesima volta.

La testimonianza

Il conoscente, quello che si trovava con loro in cortile sabato pomeriggio e anche all'Idroscalo a giugno, è stato ascoltato dai carabinieri e ha sostanzialmente confermato la triste storia di violenza domestica a cui è sottoposta la 26enne. Ora il marito è agli arresti e subirà, lunedì mattina, il processo per direttissima. 

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