Taxi, "nessuna pietà coi crumiri". Targhette di chi lavora appese come scalpi

Poca solidarietà col tassista aggredito e picchiato "perchè stava lavorando". I tassisti in stazione centrale proseguono la protesta e "segnalano" i colleghi che lavorano lo stesso. "Gemellaggio" coi lavoratori Wagon Lits

Solidarietà in stazione centrale con i lavoratori della Torre faro (frame YouReporter)

"Nessuna pietà coi crumiri". Pare questo il duro slogan dei tassisti "in barricata" in stazione centrale a Milano, in sciopero da una settimana contro la possibile liberalizzazione delle licenze. 

Poca la solidarietà verso il collega aggredito venerdì 20 gennaio. In piazza Duca d'Aosta fanno bella mostra di sé, appese come scalpi, alcune targhette con le sigle strappate agli autisti che lavorano nonostante lo stato di agitazione.

"Siamo esasperati e preoccupati - dicono - i colleghi che lavorano meritano tutto il nostro disprezzo". "Qui c'é gente disperata che ha ipotecato la casa" spiegano per raccontare la loro esasperazione e la preoccupazione che si allarghino le licenze, cosa che "non farà abbassare le tariffe, ma solo guadagnare meno ai tassisti".

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