Traffico di cani, appena nati portati dall'estero dopo viaggi dell'orrore: banda sgominata

L'operazione della polizia, 'Luxory Dog', ha permesso di emettere 7 misure di custodia cautelare nei confronti dei malviventi che vendevano illegalmente cuccioli in Italia dopo averli trasportati dalla Slovacchia in condizioni pessime. Il giro di affari era di oltre un milione di euro

I cuccioli salvati dall'operazione 'Luxury dog'

'Luxury dog' è il nome dell'operazione della polizia di frontiera di Rimini che ha permesso di sventare un traffico illegale di oltre 5mila cuccioli di cane, con perquisizioni anche a Milano, che era una delle città privilegiate per rivendere i cagnolini. I malviventi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, compravano i cagnolini appena nati in allevamenti slovacchi, pagandoli tra i 30 e i 100 euro, e poi li trasportavano in Italia - stipandoli in gabbie sporche senza cibo né acqua - per poi rivenderli a una cifra tra i 1000 e i 1800 euro.

Video: Operazione 'Luxury dog'

Come venivano trattati i cagnolini

La banda di trafficanti era composta da un italiano che viveva all'estero, dalla sua compagna e dal figlio della coppia. I cuccioli venivano obbligati ad affrontare dei veri e propri viaggi dell'orrore quando ancora non avevano compiuto i tre mesi e 21 giorni previsti dalla legge italiana. Spesso molti dei piccoli non sopravvivevano a queste condizioni morendo durante il viaggio. Inoltre i cagnolini venivano spacciati per figli di campioni con tanto di pedigree falso, fornito da una stamperia del napoletano.

I malviventi, secondo le accuse, creavano una documentazione falsa per i cuccioli, facendoli risultare nati in una fantomatica associazione Kennel Club Italia di Villa Ricca, in provincia di Napoli. Ai piccoli - scrive Tommaso Torri su RiminiToday - venivano impiantati microchip reperiti sul mercato asiatico da personale non veterinario. Nel corso delle indagini gli investigatori, col supporto delle Guardie Ecozoofile e della mobile di Rimini, hanno monitorato decine di episodi di importazioni illegali.

Gli acquirenti acquistavano i cuccioli tramite portali internet e, una volta conclusa la transazione, gli animali si muovevano dalla Slovacchia alla volta del nostro Paese. Con l'ausilio del personale della polizia stradale, i carichi sono stati monitorati al loro ingresso dalla frontiera di Tarvisio e, durante l'inchiesta, sono stati sequestrati cinque veicoli col loro carico di cuccioli.

Misure cautelari per i trafficanti

Il capo della banda, l'italiano 64enne, è stato arrestato a Savona mentre effettuava una consegna di cani. La compagna, una slovacca 45enne, e il figlio 33enne, sono stati invece catturati in Slovacchia. Le altre misure di custodia cautelare hanno colpito due italiani: un 33enne finito in carcere, così come un altro che si occupava dei documenti falsi . 

Mentre ai domiciliari sono finiti una ragazza italiana 36enne, che fungeva da centralinista per smistare le vendite, un 60enne, anche lui italiano e addetto alle vendite. La banda aveva un volume d'affari stimato intorno al milione di euro e, secondo gli inquirenti, sono stati oltre 5mila i cuccioli venduti in maniera truffaldina. Sette in tutto le misure cautelari emesse nei confronti dei trafficanti. Tredici invece le perquisizioni in tutt'Italia, compresa Milano, dove la banda aveva numerosi clienti.
 

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