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Aler Milano, 66 milioni dalla regione. Ed è pronto il piano di vendita

Varie "leve" per risanare l'azienda delle case popolari

Roberto Maroni e Paola Bulbarelli (Twitter)

Stanziati 66 milioni dalla regione per risanare Aler Milano. Lo ha stabilito la giunta regionale nella mattinata di venerdì 5 dicembre. Il denaro si va a sommare ai 30 milioni stanziati nel 2013 e verranno erogati in diversi tempi: 21,2 milioni immediatamente, poi altri 20 milioni entro gennaio 2015 e 24,8 milioni entro ottobre 2015, dopo una prima verifica.

Quattro le iniziative del piano. Innanzitutto il risanamento della morosità, che entro il 2017 dovrà passare al 13%. Oggi si parla del 43%, una cifra obiettivamente insostenibile per le casse dell'azienda. Sarà necessario distinguere tra morosi incolpevoli, cioè che non ce la fanno più a pagare perché ad esempio hanno perso il lavoro, e che saranno aiutato dalla regione a uscire dalla situazione di difficoltà, e morosi colpevoli, che saranno chiamati a risarcire il debito, probabilmente ricorrendo anche a una società specializzata in recupero crediti. Si tratta sia di canoni di locazione sia di untenze.

La seconda mossa è un piano straordinario di vendite, che riguarderà 6.688 alloggi per un ricavo stimato in circa 453 milioni di euro. Un fondo di sei milioni, istituito presso Finlombarda, dovrebbe aiutare chi decide di acquistare un alloggio popolare con contributi fino al 10% del costo.

Terza mossa, un risparmio sul personale per circa 13 milioni. Verrà attuato soprattutto con prepensionamenti. Sono anche in corso trattative con il comune di Milano per il personale in esubero, dopo che la gestione delle case comunali è passata da Aler a Mm.

Quarta "leva", infine, la riduzione dei costi di gestione, soprattutto amministrative e generali, che permetterà un risparmio di 5,6 milioni di euro all'anno.

ROSATI (PD) - Immediata la reazione di Onorio Rosati, consigliere regionale del Pd, secondo cui lo sblocco di 66 milioni "è una notizia positiva". Rosati chiede però che il piano venga portato in consiglio regionale. "Avevamo approvato tutti il principio secondo cui il piano industriale avrebbe dovuto salvaguardare i livelli occupazionali", aggiunge parlando dell'ipotesi di risparmio sul personale: "Qualsiasi riorganizzazione deve essere concordata coi sindacati e gli interventi sul personale devono essere volontari e incentivati". Sulla morosità, infine, secondo Rosati "i dati di rientro sono sovrastimati".

NANNI (5 STELLE) - Per Iolanda Nanni, del Movimento 5 Stelle, è indispensabile che il consiglio regionale si esprima "sulla validità e l'efficacia di questo piano, mentre apprendiamo che la giunta ha dato il suo ok stanziando altri soldi dei cittadini lombardi a copertura del buco finanziario, mentre la commissione d'inchiesta su Aler Milano non ha ancora concluso i suoi lavori, senza quindi che siano state ancora individuate tutte le cause del dissesto finanziario". La Nanni chiede piuttosto un cambio d'indirizzo alla governance di Aler "che ha prodotto l'attuale dissesto". E ancora: "La principale misura di risanamento è la svendita del patrimonio pubblico, anche se il prezzo medio di 70 mila euro (6.700 alloggi con incasso di 453 milioni) appare sovrastimato rispetto alla crisi immobiliare e agli sconti da applicare per legge agli alloggi popolari in vendita straordinaria". La Nanni critica anche la possibilità di recuperare la morosità ("la maggioranza è morosità incolpevole") e gli oltre cinque milioni in due anni da recuperare in costi di gestione ("ci sembrano pochi rispetto agli sprechi dovuti alle esternalizzazioni"). Infine, per la Nanni, "66 milioni pubblici rappresenteranno un ennesimo regalo alle banche".

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