Fabbrica del Vapore, Passera: «Il comune non sfratti le associazioni»

L'intervento dell'ex ministro, ora candidato a sindaco: «Esempio virtuoso di creatività che genera lavoro»

Un particolare della Fabbrica del Vapore

Mezza vuota, anzi di più, ma - per il comune di Milano - da "smantellare", sfrattando di fatto tutti coloro che ad oggi vi operano. Si parla della Fabbrica del Vapore, l'enorme spazio di via Procaccini che è diventato un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, ma anche di imprese culturali: con la cultura si mangia, contrariamente a quanto spesso si pensa, e un giro a Porta Volta lo dimostra ampiamente.

Il comune di Milano ha reso noto di non volere rinnovare le concessioni, che scadono a fine febbraio, e di ricominciare di fatto da zero concentrandosi sugli spettacoli dal vivo e la danza. Si è parlato di affidare l'intera struttura a Fondazione Milano, che gestisce le scuole civiche. Gli operatori non sono stati a guardare e hanno richiamato l'attenzione sulla situazione che stanno vivendo.

FUTURO INCERTO PER LA FABBRICA DEL VAPORE. IL REPORTAGE

E ora anche Corrado Passera, candidato a sindaco per la sua lista civica, ha preso posizione in difesa della Fabbrica del Vapore: «In cinque anni la giunta di sinistra non ha saputo valorizzare un'opportunità importante e oggi vuole sfrattare chi ci ha creduto, ha investito e ha creato imprese sostenibili e collaborazioni efficace. Ma ancora più grave, nelle sue ultime settimane di vita la giunta di sinistra vuole ipotecare il futuro della Fabbrica con una decisione 'fuori tempo massimo', invece di lasciare decidere alla prossima amministrazione come valorizzare questo importante investimento», scrive Passera in una nota.

Alla Fabbrica del Vapore restano tuttora vuoti circa 10 mila dei 15 mila metri quadri a disposizione. Questo significa che il comune di Milano, se volesse, potrebbe tranquillamente far convivere nuove esperienze con chi opera in Fabbrica da molti anni e ha costruito imprese, creatività, know-how.

Si è arrivati al paradosso che due assegnatari sono attualmente ancora in spazi provvisori, mentre gli spazi a loro effettivamente assegnati (pur pronti da oltre un anno) non sono ancora stati consegnati. Oltretutto la forza della Fabbrica, negli anni, è stata anche la "rete" tra gli attori, che andrebbe persa in caso di smantellamento. Per non dire del preavviso davvero minimo, che mette in pericolo anche posti di lavoro per giovani in settori che variano dall'artigianato alla fotografia ai new media.

«Milano può diventare città incubatrice e acceleratrice di start-up in tutti i settori della creatività», spiega ancora Passera: «La Fabbrica del Vapore sarebbe una struttura ideale. Ma in cinque anni l'amministratore non è riuscita ad avviare un ente gestore degno di questo nome e non ha assegnato molti degli spazi già disponibili». 

La richiesta di Passera è di rinviare la scadenza delle concessioni «mettendo in condizione la futura amministrazione, chiunque essa sia, di decidere liberamente e con trasparenza il futuro della Fabbrica del Vapore».

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