Soldi della Lega: se il partito non denuncia i Bossi e Belsito, ci sarà il non luogo a procedere

Una modifica al codice penale alla base di tutto

Umberto Bossi (Repertorio)

Umberto Bossi, il figlio Renzo e l'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belisto potrebbero "salvarsi" dalla condanna per appropriazione indebita per avere utilizzato privatamente il denaro del partito. I tre sono stati già condannati, a luglio 2017, in primo grado, e il 10 ottobre dovrebbe iniziare il processo d'appello.

Ma, se la Lega non li denunciasse, il reato non sarebbe più perseguibile e la conclusione sarebbe il non luogo a procedere: nel frattempo, infatti, è entrata in vigore una modifica al codice penale che richiede, per il reato di appropriazione indebita, la denuncia della vittima.

Il fondatore del Carroccio è stato condannato in primo grado a 2 anni e 3 mesi; suo figlio, ex consigliere regionale lombardo, a 1 anno e 6 mesi; l'ex tesoriere, infine, a 2 anni e 6 mesi. La Lega Nord, inizialmente, si era costituita parte civile nel processo di primo grado, per poi però rinunciare. Il denaro in questione proveniva dal finanziamento pubblico ai partiti ed era già stato destinato alla Lega, ma le spese erano private.

Si parla di quasi due milioni e mezzo in tre anni (2009-2011). Tra le spese effettuate la laurea in Albania di Renzo Bossi, il pagamento di varie multe e alcune ristrutturazioni in casa. 

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