Chiuso il villaggio di Natale all'Ippodromo. «La giunta di Milano si tuteli per il danno all'immagine»

La richiesta di Simone Sollazzo, consigliere del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione all'amministrazione meneghina

Uno scorcio del villaggio (foto Simone Valentini, Fb)

E' calato anzitempo il sipario sul villaggio Il Sogno del Natale, all'Ippodromo di Milano, chiuso anticipatamente nel pomeriggio della Vigilia anziché, come previsto, il 6 gennaio. Ma non si è ancora chiusa del tutto la polemica su un'esperienza che, fin dalle prime battute, si è rivelata decisamente sfortunata, a partire dal blocco momentaneo del cantiere di realizzazione per via di irregolarità circa la sicurezza sul lavoro, che, insieme alle piogge incessanti di novembre, ha costretto gli organizzatori a rimandare l'apertura.

Il giorno della chiusura del villaggio, Simone Sollazzo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione alla giunta spiegando tra l'altro come sia «assolutamente paradossale che il Villaggio del Natale chiuda il giorno della Vigilia». Secondo l'esponente pentastellato, «è necessario fare chiarezza su una vicenda che getta solo discredito sulla Milano dell'efficienza e dell'organizzazione perfetta».

Azione legale per danno d'immagine?

Ma c'è di più: il consigliere chiede alla giunta di comunicare il mancato introito, per le casse comunali, dovuto alla chiusura anticipata. E chiede se l'amministrazione meneghina stia valutando «un'azione legale per la tutela in seguito al danno d'immagine subìto, dalla fase di sequestro delle parti del villaggio fino alla chiusura anticipata dello stesso».

La giunta starà realmente valutando un'azione giudiziaria? Vedremo. Nel frattempo, l'organizzazione del Sogno del Natale ha comunicato che chi deve farsi rimborsare i biglietti acquistati in prevendita (con data dal 25 dicembre al 6 gennaio compresi) deve rivolgersi alla piattaforma di vendita utilizzata.

Le critiche e la chiusura

Tantissime erano state, sui social e non solo, le polemiche da parte di chi fin dall'apertura aveva visitato il villaggio, e si era sfogato chiedendo in molti casi il rimborso di quanto pagato. Le lamentele riguardavano principalmente la scarsa atmosfera natalizia che si respirava all'aperto nel villaggio e le lunghissime code per potere accedere alle casette, tra cui quella di Babbo Natale.

Gli organizzatori avevano replicato insistendo sulla "realtà parallela" del villaggio e assicurando che avrebbero ascoltato le critiche più costruttive. Non è però, evidentemente, bastato, visto che si è dovuti arrivare alla chiusura in anticipo per non andare incontro a ingenti perdite economiche, nonostante l'impegno anche rispetto alle condizioni particolarmente sfavorevoli dal punto di vista meteorologico.

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