Barcone di migranti affondato: definitivo, non verrà più trasferito a Milano

Avrebbe dovuto essere collocato a Città Studi ma resterà ad Augusta

Una fase del recupero del barcone

Niente da fare per il barcone naufragato il 18 aprile 2015 al largo della Libia con a bordo 700 persone che intendevano venire in Italia: il mezzo non arriverà a Milano come "simbolo" di una tragedia e, nel contempo, di un fenomeno (quello migratorio) diventato ormai strutturale nel mondo intero. 

In teoria, quel relitto avrebbe dovuto essere esposto a Città Studi, all'interno del nascente Museo dei diritti umani voluto da Cristina Cattaneo, medico legale che si occupò di lavorare sulle salme degli oltre 400 corpi recuperati su 675 deceduti. Il barcone è stato recuperato nel 2016. 

L'operazione di trasferimento a Milano sarebbe stata comunque complessa e costosa. E il ministero della Difesa, che tra l'altro aveva già stanziato alcuni fondi per portare il barcone sotto la Madonnina, ha ora stabilito diversamente. Il mezzo dal 2016 "riposa" in una base militare siciliana e, nel 2018, il sindaco di Milano Beppe Sala ha dichiarato di avere cambiato idea e di preferire che resti in Sicilia. Dove il "comitato 18 aprile" intende realizzare un Giardino della Memoria di cui il barcone sarà protagonista.

La decisione ufficiale è arrivata adesso: il barcone diventerà un simbolo di Augusta, nel Siracusano. Una città che gli sbarchi li ha visti e vissuti direttamente negli ultimi anni.

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