Gli agenti mettono le mani nell'immondizia e scoprono 10 chili di "erba": 20enne arrestato

Gli agenti sono partiti da un borsone che il ragazzo aveva buttato in un cassonetto. I fatti

La droga sequestrata

Hanno capito che aveva qualcosa da nascondere quando gli hanno visto buttare un borsone praticamente nuovo. Così, hanno messo - letteralmente - le mani nell'immondizia per vederci più chiaro. E alla fine hanno avuto ragione loro. 

Gli agenti della Squadra Mobile di Milano, diretta da Marco Calì, hanno arrestato giovedì pomeriggio un ragazzo di ventitré anni, un giovane italiano fino ad ora incensurato, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Dieci chili di droga

I poliziotti, stando a quanto appreso, si trovavano a Settimo Milanese per effettuare alcuni servizi quando la loro attenzione è stata attirata da una Fiat Panda che si è fermata accanto a un cassonetto con il motore acceso. Dall'auto è sceso un ragazzo che ha tirato fuori dal veicolo un borsone nero - di quelli di solito usati per la palestra -, lo ha gettato, è risalito in auto ed è andato via.

Gli agenti della VI sezione, guidati dal dirigente Massimiliano Mazzali, hanno recuperato la borsa tra la spazzatura e hanno verificato che all'interno c'erano alcuni involucri di cellophane vuoti, ma dal chiarissimo odore di marijuana. 

Così, gli investigatori hanno continuato a seguire la Panda e sono arrivati sotto un appartamento di via Pordoi. Quando il conducente è uscito nuovamente di casa, poco dopo, gli agenti lo hanno fermato e sono saliti con lui nell'appartamento, dove hanno trovato due chili di "erba" e oltre 5mila e 500 euro in contanti.

Il "libro contabile"

Una seconda perquisizione è poi stata effettuata in un palazzo di Cornaredo in cui vivono i genitori del 23enne e in cui lui stesso ha in affitto un box. 

Proprio nel garage erano nascosti altri otto pacchi di marijuana, per un peso di otto chili, 500 grammi di hashish e altri 1.200 euro. Il ragazzo non risulta avere un particolare spessore criminale, né collegamenti "importanti" ma è quasi certo che a gestire la piazza di spaccio fosse lui in prima persona, tanto che in un mobile sotto la cucina di casa sua gli agenti hanno trovato un foglio di carta con appuntati nomi e cifre di quelli che, verosimilmente, sono suoi clienti e fornitori. 

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