Fondo anticrisi: il Comune riapre il bando

Le domande potranno esser presentate a partire dal 17 gennaio 2011 in una delle 17 sedi dei servizi sociali. Da assegnare 3,5 milioni di euro a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro

Altri 3 milioni e mezzo di euro verranno assegnati alle famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro. Il Comune di Milano infatti dal 17 gennaio 2011 riaprirà il bando del Fondo anti-crisi. Non ci sono termini di scadenza. Le domande potranno essere presentate fino ad esaurimento del fondo. Il primo bando, aperto dal 16 settembre al 29 ottobre ha già assegnato circa un milione e mezzo di euro. 

“Riapriamo i termini del fondo anticrisi con un’ organizzazione più diffusa sul territorio affinché i cittadini possano presentare le loro domande anche presso le 17 sedi dei servizi sociali della famiglia" spiega l’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali Mariolina Moioli.
 
Per facilitare la presentazione delle domande, i cittadini si possono rivolgere direttamente ai servizi sociali della famiglia presenti nelle nove zone della città, oltre allo sportello della Direzione Centrale Famiglia e Politiche sociali in largo Treves 1. Le persone disabili possono portare le proprie domande anche alla direzione centrale salute in via San Tomaso 3, sempre dal 17 gennaio. La modulistica per la partecipazione al bando è disponibile sul sito del Comune di Milano.
 
Chi può partecipare. Possono partecipare al bando le persone e famiglie, residenti nel Comune di Milano da almeno 3 anni e che non abbiano ricevuto contributi analoghi dal 1° gennaio 2010 alla data di presentazione della domanda, con i seguenti requisiti, da certificare: che abbiano perso il posto di lavoro, che non abbiano avuto il rinnovo del contratto a tempo determinato o atipico, a partire dal 1°gennaio 2009; artigiani e piccoli commercianti con ditte individuali che dal 1°gennaio 2010 siano stati costretti a chiudere l’attività a causa della crisi e che non ne abbiano aperta un’altra, o non abbiano trovato un lavoro dipendente; che abbiano dovuto ridurre l’orario di lavoro dal 1° gennaio 2009; che siano in cassa integrazione, dal 1°gennaio 2009.
 
Una volta accolta la domanda, le persone e le famiglie riceveranno un contributo fino a un massimo di 5.000 euro per coprire le spese che non riescono più a sostenere. Tra queste: le rette dei nidi, contributo mense scolastiche, rette per servizi diurni riguardanti minori, anziani e disabili, tasse scolastiche o universitarie, affitto, mutuo, abbonamenti ai trasporti, spese mediche.
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