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Petrolio nel Lambro: si contano i danni anche a Milano

Dopo la catastrofe ecologica di ieri ora si pensa allo smaltimento. Milano non è stata risparmiata. Il parco del Lambro, alla periferia della città, ha subito la perdita di anatre e germani per via dell'inquinamento delle acque.

Redazione 24 febbraio 2010
Le conseguenze disastrose del riversamento di oli combustibili nel Lambro non hanno tardato a farsi sentire anche a Milano. Chiazze di petrolio, secondo quanto reso noto dai vigili del fuoco, sono arrivate nel tratto del fiume che percorre il parco omonimo alla periferia della città.

Questa mattina, nel polmone verde cittadino sono state avvistate anatre e germani morti, presumibilmente per la presenza di carburanti nel fiume. Lo ha reso noto il vice-sindaco e assessore con delega alla protezione civile, Riccardo De Corato. "La Protezione civile del Comune - ha spiegato De Corato - sta partecipando alle attività di coordinamento dell'Unità di crisi della Prefettura contro il disastro ambientale che ha colpito il Lambro. Si è subito attivata per la ricerca di mezzi idonei ad aspirare i liquidi inquinanti e due operatori hanno iniziato le attività nelle aree di Melegnano e San Zenone al Lambro".

Intanto, oggi, cinquanta vigili del fuoco e più di dieci del comando di Lodi saranno impegnati a Villasanta, Malegnano e Castiraga per bloccare il flusso di petrolio che continua a scorrere. "Nella provincia di Lodi é stato interdetto - hanno spiegato i carabinieri della compagnia di Monza - l'approvvigionamento di acqua per usi agricoli, poiché il fiume Lambro, inquinato per mille metri cubi da seimila litri di olio combustibile, è sfruttato per le irrigazioni".

L'evento è stato definito da Legambiente un disastro ambientale senza precedenti. "Qualunque sia la causa, accidentale o dolosa, questa nuova catastrofe torna a mettere in luce l'insufficienza della prevenzione dei rischi industriali -  ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente regionale di Legambiente - la Lombarda Petroli è una delle 287 industrie obbligate a fornire piani di emergenza per effetto della direttiva Seveso. Cittadini e amministratori dovrebbero sapere tutto dei rischi attuali e potenziali connessi a questi siti industriali, per sapere come comportarsi in caso di evento accidentale".

D'accordo sulla definizione di "disastro ambientale" anche la Provincia che ha reso noto di aver individuato società e consorzi in grado di aspirare, attraverso pompe idrauliche, le tonnellate di gasolio e olio combustibile e centri di smaltimento autorizzati dove potranno recarsi le autobotti cariche di liquidi inquinanti.

Infine, anche il governatore della Regione, Roberto Formigoni, sta valutando insieme ai tecnici i termini di un'ordinanza, da emettere al più presto, per garantire lo smaltimento in sicurezza del materiale inquinante.

Ecco il video tratto dal sito youreporter.it

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