Rozzano, baby spacciatori arrestati davanti al centro commerciale: tutti studenti 'per bene'

Sono due fratelli gemelli e un loro amico. L'arresto dei carabinieri della locale tenenza

Repertorio

Le segnalazioni stavano cominciando ad arrivare numerose. Erano tutte concordi sul fatto che alcuni ragazzini stessero spacciando droga da un po' di tempo nei pressi dell'area commerciale in piazza Berlinguer a Rozzano (Milano). Per questo motivo i carabinieri della tenenza di Rozzano si sono subito attivati con un'indagine dettagliata. Tra appostamenti mirati e pedinamenti in borghese, i carabinieri sono arrivati all'arresto di tre ragazzini di 16 anni. Sono tutti accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Chi sono i baby pusher di Rozzano

A raccontare l'accaduto sono i militari della tenenza della compagnia di Corsico. Nella serata del 2 dicembre, i carabinieri in borghese, dopo un lungo appostamento, hanno arrestato il trio: addosso avevano complessivamente circa 30 grammi di hashish, già suddiviso in dosi. Sono due fratelli gemelli e un loro amico. Tutti studenti. Il loro atteggiamento, stando a quanto riferito dal maresciallo Sergio Cicala, era prepotente. Tanto che due dei fermati, davanti ai militari hanno cercato di reagire, prima di essere bloccati. Motivo per il quale sono accusati anche di resistenza a pubblico ufficiale.

Gli studenti e le famiglie per bene

Durante la perquisizione nelle abitazioni dei ragazzini, di famiglie per bene - basti pensare che una mamma ha perfino 'aiutato' le forze dell'ordine a controllare ogni angolo dell'abitazione -, sono stati trovati 500 euro in contanti e diversi 'pizzini' dove uno dei baby pusher faceva i conti con i debiti e i guadagni derivati dall'attività di spaccio.

I clienti dei ragazzini, coetanei ma non solo, sempre secondo quanto riferito, li contattavano soprattutto per via telefonica. Una volta concordato l'acquisto andavano nell'area commerciale di piazza Berlinguer. I ragazzini sostavano quasi sempre al primo piano della struttura, probabilmente anche perché da lì avevano una visuale migliore sul parcheggio e l'area circostante in zona Pontesesto. Evidentemente non è bastato e ora sono rinchiusi al Beccaria di Milano.

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