Ancora in azione il rapinatore senza gambe: altra aggressione sulla sua sedia a rotelle

Ancora nei guai il 32enne libico, costretto in sedia a rotelle, arrestato a inizio giugno

Il rapinatore e la polizia in Centrale

Stessa strada. Stesso copione, con i soliti modi violenti. E stesso finale, con la polizia a identificarlo. 

È finito nei guai, di nuovo, il libico di trentadue anni, con regolare permesso di soggiorno e costretto sulla sedia a rotelle perché amputato di entrambe le gambe, ormai famoso in zona stazione Centrale per i suoi modi violenti. 

L'ultimo episodio che lo ha visto protagonista all'alba di sabato. Alle 5.30 del mattino, stando a quanto accertato dalla Questura, lui e altri due uomini - un 22enne del Mali e un 18enne della Colombia, tutti con precedenti - hanno rapinato un americano di trentasei anni. Lo statunitense, che è stato subito soccorso dai militari in servizio in piazza Duca d'Aosta, ha raccontato di essere stato accerchiato da cinque persone e di essere stato scippato del cellulare e del portafogli con all'interno 300 euro. 

Lui stesso ha poi fatto un giro in zona con gli agenti e ha riconosciuto il 32enne libico, anche grazie alla sua evidente disabilità, e gli altri due complici. I tre sono però stati trovati senza nulla addosso - la refurtiva con ogni probabilità l'avevano portata via i due fuggiti - e quindi per ora sono stati denunciati per rapina aggravata. 

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L'ultima volta che il rapinatore in sedia a rotelle era finito sui giornali, e in cella, era stata il 6 giugno scorso. Quella mattina a fare i conti con la sua furia era stato un videomaker che stava girando alcune immagini fuori dalla stazione: l'uomo lo aveva aggredito, picchiato e aveva cercato di rubargli la video camera. Già allora i poliziotti di via Fatebenefratelli, che lo avevano arrestato, avevano spiegato che il libico era ben noto in Centrale per i suoi modi e per i suoi colpi.  

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