Sciopero generale 8 marzo, donne in piazza: manifestazione di "Non una di meno" a Milano

Appuntamento l'8 marzo per lo sciopero generale. I motivi della protesta delle donne

"L'annuncio" della manifestazione

Non "otto marzo", ma "lotto marzo". Sarà, come sempre, una festa delle donne di rabbia e protesta a Milano, dove venerdì 8 marzo si terrà lo sciopero generale proclamato dal gruppo "Non una di meno" e dai sindacati Usb, Usi Ait, Cub, Sgb e Usi. 

L'agitazione coinvolgerà i lavoratori di tutte le categorie pubbliche e private, con il mondo del trasporto pubblico che rischia di fermarsi in quello che potrebbe diventare un "venerdì nero".

Sotto la Madonnina, come ogni anno, si terranno anche il corteo e la manifestazione delle donne, che sfileranno per rivendicare diritti e uguaglianza. L'appuntamento - anche se non ancora ufficiale - dovrebbe essere in centro, da dove dovrebbe poi partire il serpentone. 

Foto - La locandina dello sciopero

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8 marzo: i motivi dello sciopero 

"Lo sciopero nasce dalla necessità di rimettere al centro del discorso le disuguaglianze e la violenza di genere, in tutte le forme attraverso le quali pervadono l’intero arco della vita delle donne", spiega in una nota "Non una di meno", che si ritroverà in piazza per il classico corteo.

"Uno sciopero dalle attività produttive e dai consumi, dal lavoro domestico e di cura, che ancora troppo spesso grava in via esclusiva sulle donne, siano esse native o migranti, che fungono da ammortizzatore sociale di un welfare sempre più privatizzato. Uno sciopero per dire basta alla violenza sulle donne, ai femminicidi, alle discriminazioni di genere e alle molestie nei luoghi di lavoro. Per il riconoscimento ed il finanziamento dei Centri Antiviolenza ed il sostegno economico per le donne che denunciano le violenze".

"Uno sciopero - proseguono le donne - per urlare che non se ne può più delle disparità salariali, della disoccupazione inoccupazione, della precarietà giovanile e delle pensioni da fame in vecchiaia, della segregazione lavorativa, del ricorso massiccio al part-time involontario, dei lavori non qualificati nonostante una maggiore scolarizzazione, delle richieste di dimissioni in bianco all’atto dell’assunzione".

"Uno sciopero a difesa della L. 194 e per il potenziamento della rete nazionale dei consultori; per il ritiro del ddl Pillon su separazione a affido, per opporsi al diritto di lavorare fino al giorno del parto, introdotto da questo governo. Uno sciopero - continuano - per denunciare la legge Salvini, una legge razzista, che impedisce la libertà di movimento dei migranti e delle migranti, condannando queste ultime a ripetuti stupri e violenze nei luoghi di transito".

"Uno sciopero - concludono le ragazze - per rivendicare il diritto ai servizi pubblici gratuiti ed accessibili, al reddito di autodeterminazione universale e individuale, alla casa, al lavoro e alla parità salariale; all’educazione scolastica, a strutture sanitarie pubbliche libere da obiettori"

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