Sindaco di Milano, i "totonomi" per il 2021: Sala si ripresenta? Chi candiderà il centrodestra?

Beppe Sala scioglierà a settembre la riserva se ricandidarsi. Nel centrodestra tutto "tace"

Chi saranno gli sfidanti alla carica di sindaco di Milano nel 2021? A meno di un anno dalle elezioni, tutto tace. In questo momento chiunque si esponesse, almeno nei principali schieramenti, rischierebbe di "bruciarsi". I partiti di centrosinistra in particolare non possono far altro che attendere la decisione di Beppe Sala, che forse in cuor suo ha già scelto se ricandidarsi per il secondo mandato, ma renderà pubblica la sua volontà a settembre. Non prima. 

Si potrebbe quindi riproporre un altro "caso Pisapia": il sindaco "arancione", che aveva strappato la città al centrodestra nel 2011, decise di non ricandidarsi nel 2016. Lo stesso potrebbe fare Sala, attratto magari da scenari politici nazionali: nel 2023 scade la legislatura parlamentare e l'attuale sindaco meneghino potrebbe "preparare" la sua corsa per Roma.

Sala potrebbe ritagliarsi il ruolo di leader nazionale in grado di aggregare "pezzi" a sinistra e a destra del Partito democratico, come ha saputo fare a Milano. Ma i "rumors" in realtà lo danno ora per ricandidato sotto la Madonnina. Sarebbe quindi ancora lui a contendersi il ruolo di sindaco nel 2021.

Se però dovesse decidere di non ricandidarsi, si aprirebbe la strada per le primarie di centrosinistra. A quel punto, dall'ombra, potrebbe candidarsi Pierfrancesco Maran, che nel frattempo ha acquisito una solida esperienza assessorile prima alla mobilità (con Pisapia), poi all'urbanistica (con Sala). Più improbabile che si ripresenti Pierfrancesco Majorino, a lungo assessore alle politiche sociali, dal 2019 deputato al Parlamento Europeo. La sinistra di coalizione potrebbe a sua volta presentare un suo candidato alle primarie, ma è difficile ipotizzare chi. Forse Paolo Limonta, recentemente promosso assessore all'edilizia scolastica? Oppure Simone Zambelli, "forte" di dieci anni alla guida del Municipio 8? 

Centrodestra: sarà un leghista? 

Nel centrodestra, tutto tace. Giulio Gallera, esponente di Forza Italia e assessore regionale al welfare, era stato dato mesi fa tra i papabili, ma la gestione lombarda dell'emergenza sanitaria da Covid-19 non è piaciuta a molti. Vicino a Forza Italia è Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele (è medico di Berlusconi), che invece durante l'emergenza è stato apprezzato da più parti. Il centrodestra potrebbe chiedergli di candidarsi. Sempre sul fronte di Forza Italia c'è Marco Bestetti, presidente uscente del Municipio 7, con un peso sempre più rilevante nel partito (è da poco responsabile nazionale dei giovani) e apprezzato anche da Lega e Fratelli d'Italia.

Ma la Lega ormai anche a Milano ha "surclassato" Fi (alle europee del 2019 ha conquistato il 27% contro il 10% degli "azzurri"): potrebbe quindi "pretendere" d'indicare un proprio candidato sindaco per la coalizione. Matteo Salvini? Il leader leghista ha sempre detto di voler fare, un giorno, il sindaco della sua città, ma anche per lui vale il ragionamento del 2023: è probabile che preferisca giocarsi la partita nazionale dopo due anni. Riacquisterebbe allora spazio Gianmarco Senna, attualmente consigliere regionale, volto "moderato" e "liberale" della Lega, noto imprenditore della ristorazione, che potrebbe fare breccia anche nei quartieri più "radical chic" dove la Lega di Salvini stenta a sfondare.

Ma il centrodestra, alla fine, potrebbe scegliere di fare come nel 2016, quando per un soffio non strappò a Sala la poltrona di sindaco: candidare una personalità esterna (all'epoca Stefano Parisi), in grado di tenere unite le anime della coalizione e, magari, strizzare l'occhio ai centristi di centrosinistra. in questo caso, attualmente il nome più probablie sembra quello di Ferruccio Resta, rettore del Politecnico. 

Le coalizioni: dove va il Movimento 5 stelle?

Il Movimento 5 Stelle dovrebbe presentarsi da solo alle elezioni. Improbabile che, a livello locale, si replichi l'alleanza governativa con il centrosinistra e, oltretutto, i pentastellati a Milano non hanno mai realmente "sfondato": alle europee del 2019 non sono andati oltre l'8%. La coalizione di centrosinstra dovrebbe quindi comprendere Pd, Italia Viva, +Europa (con Azione di Carlo Calenda), Milano Progressista e i Verdi. Difficile che riesca ad includere (come invece accadde nel 2011, ma non nel 2016) la sinistra radicale, oggi rappresentata in consiglio comunale dal "decano" dei politici meneghini, Basilio Rizzo.

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Non dovrebbero esserci novità nel centrodestra, dove semmai, come si diceva, si sposterebbe l'asse a favore della Lega di Salvini e di Fratelli d'Italia, che a sua volta aumenta costantemente i suoi consensi, a discapito di Forza Italia.

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