Navigli, il sogno di Sala: "Con l'acqua uniamo il centro e le periferie"

La presentazione del progetto, che ricalca uno studio di fattibilità del Politecnico

Come sarebbe il Naviglio al Parco delle Basiliche (da Urbanfile)

Fare ridiventare Milano "città d'acqua", cambiarne l'immagine aggiungendo un elemento alla sua identità. Questa, in estrema sintesi, l'idea alla base del progetto con cui Giuseppe Sala, candidato sindaco di centrosinistra, si prepara ad affrontare il ballottaggio del 19 giugno. La riapertura dei Navigli, che - per sua stessa ammissione - non era nel suo programma elettorale più immediato (al contrario delle case popolari e della sicurezza), diventa la sua "visione per il cambiamento". 

Una idea che, per Sala, «affonda nelle radici della storia milanese ed è profondamente culturale e contemporanea». Unico ostacolo, il finanziamento. Anche per questa ragione Sala ha preferito non promettere 'subito' i lavori, ma ha garantito che, da sindaco, si metterà «a lavorare per finalizzarlo e portarlo a referendum entro il 2017». Referendum, come chiesto dai Radicali nel momento dell'apparentamento ufficiale. 

Il progetto è suddiviso in quattro tratti e, secondo Sala, non è obbligatorio realizzarli tutti nello stesso momento. Il primo tratto va da Cassina de Pomm a via Melchiorre Gioia. Il secndo dal Ponte delle Gabelle a via Fatebenefratelli. Il terzo è il tratto di via Senato. Il quarto, infine, la circonvallazione che non a caso si chiama "dei Navigli", fino alla Darsena. Per realizzarlo tutto servirebbero 400 milioni, che si potrebbero - secondo Sala - trovare nei fondi europei, anche quelli destinati alla sostenibilità urbana. 

L'idea si fonda anche sulla congiunzione tra centro e periferie, più che su un "abbellimento" del centro storico. Turisti e milanesi riscoprirebbero non soltanto l'università Statale affacciata sull'acqua, ma anche quartieri lontani dal Duomo. Tanti piccoli cantieri piuttosto che un unico grande cantiere per non creare troppi disagi al traffico durante la realizzazione; traffico che poi - secondo il piano urbano della mobilità - non risentirebbe più di tanto del restringimento di via Melchiorre Gioia o della parziale limitazione nella circonvallazione interna (sarebbero permesse le auto dei residenti, i mezzi commerciali e una linea di autobus in una direzione). 

E non solo: l'apertura dei Navigli consentirebbe anche di attivare varie pompe di calore lungo il percorso dell'acqua, sviluppando ancor di più il teleriscaldamento. Benefici anche per l'ambiente e l'energia, quindi.

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