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Redazione MilanoToday

Un viaggio nella Cappella Portinari...

Subito dopo piazza XXIV Maggio, imboccando quello che oggi chiamiamo corso di Porta Ticinese, troviamo la chiesa di S.Eustorgio...

L’antico borgo di Cittadella, deve il suo nome dal recinto fortificato eretto nel XIV secolo da Azzone Visconti, ampliando le mura per proteggere sia gli edifici che le tante opere idrauliche ed i mulini. E’ possibile cercare di immaginare come potesse essere questa zona passando da via S.Croce e via Conca del Naviglio giacchè i tracciati di queste strade sono i medesimi ancora oggi.

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Subito dopo piazza XXIV Maggio, imboccando  quello che oggi chiamiamo corso di Porta Ticinese, troviamo la chiesa di S.Eustorgio. Nel IV secolo avremmo qui trovato una piccola basilica, incorporata due secoli dopo in una più grande. La tradizione vuole che sia stata costruita dal vescovo Eustorgio: qui infatti si fermò il carro trainato dai buoi che trasportava le reliquie di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i re Magi.

Eustorgio, che le aveva ricevute in dono dall’imperatore Costante, interpretò questo evento come un segno e decise di edificarvi una basilica. Quel che è certo è che verso la fine dell’anno mille venne ricostruita ed in seguito (1164)  distrutta dal Barbarossa che portò le reliquie dei Magi a Colonia. I Domenicani ne curarono i rifacimenti nella prima parte del 1200 ed altri interventi furono eseguiti praticamente ogni secolo dal 1600 fino a quando nel 1953 iniziarono i lavori per eliminare tutto quanto non fosse di stile romanico-lombardo. L’interno offre innumerevoli opere, tutte degne di una sosta; tra le tante, il monumento funebre di Stefano Visconti, affreschi di artisti lombardi del 1300, la cappella dei Magi, la Leggenda dei sette dormienti, affresco del 1578.

La Cappella Portinari, costruita nel 1462 per il nobile Pigello Portinari, procuratore del banco Medicaeo a Milano, è tra le opere più belle del Rinascimento a Milano. Gli affreschi che ornano le pareti sono opera di Foppa. Il campanile, alto 75 metri venne costruito agli inizi del 1300; alla sua sommità troviamo una stella a otto punte al posto della croce. Il convento di Sant’Eustorgio, costruito dai Domenicani fu la sede del tribunale dell’Inquisizione prima di essere trasferito a Santa Maria delle Grazie. I due chiostri oggi sono la sede del museo diocesano all’interno del quale è possibile ammirare sculture, pitture ed arredi sacri di un periodo che va dal IV al XIX secolo.

Proseguendo per corso di porta ticinese, si incrocia via Vetere: il nome di questa via indica, in milanese, le vedove che, vuole la tradizione, si ritirarono nel monastero di Santa Maria delle Vetere, costruito nel XIII secolo. All’incrocio con la cerchia dei navigli, oggi conosciuta come via De Amicis, troviamo il santuario di Santa Maria della Vittoria. Ricostruita nel 1600 grazie alla famiglia Omodeo,  venne trasformata in cappella funeraria di famiglia ed accolse al suo interno preziose opere d’arte.

Chiuso il convento nel 1798, gli edifici vennero trasformati in abitazioni e la chiesa fu aperta al culto.

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