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Esami di stato

Via Francesco Cavezzali, 6 · Turro

Sono la professoressa Laura Bianca Condorelli, scrivo anche a nome di un'intera comunità di docenti, genitori, alunni che hanno formato un gruppo sulla pagina facebook dal nome maturità online 2020 e che supera la quota di 5000 tra docenti, studenti e genitori. Esprimiamo la nostra preoccupazione per il fatto che, a meno di un mese dall'inizio dell'esame di stato, la ministra Azzolina abbia defintivamente deciso di sostenere gli esami di stato in presenza, nonostante l'epidemia di coronavirus. La nostra preoccupazione riguarda il fatto che non sarà in alcun modo possibile essere in condizioni di sicurezza, anche in considerazione che il protocollo di sicurezza prevede una mascherina chirurgica (non per i candidati peraltro), distanza di 2 mt, che sappiamo non essere sufficiente in un'aula in cui si permane per ore e nessuna sanificazione (pulizie ad opera del personale ATA). Non vengono nemmeno presi in considerazione gli asintomatici. Le aule scolastiche più grandi sono di circa 25 mq e ogni esame dura circa un'ora, il ché significa una permanenza in aule poco arieggiate con altri 6 commissari per almeno 7 ore al giorno. In aggiunta ci saranno un candidato e il testimone per un'ora di esame a rotazione (l'esame prevede 5 candidati al giorno). I bagni della scuola sono comuni e con un piano di sicurezza così beffardamente studiato, considerato anche che non ci vengono forniti né guanti né altri DPI, saremmo comunque tutti in condizione di rischio, senza poter usufruire del bagno, senza aria condizionata, senza ventilatori. Molte commissioni saranno senza presidente, il dato è diffuso dalle USR regionali che sollecitano i professori a fare domanda. Anche molti genitori dei ragazzi sono preoccupati, molti abitano in provincia e i ragazzi dovrebbero prendere treni, pullman e mezzi pubblici. La decisione degli esami in presenza suscita perplessità anche tra gli studenti e molti dirigenti, che non vogliono giustamente assumersi la responsabilità penale di un'eventuale contagio. Per non parlare del personale ATA che dovrebbe sanificare 2 volte al giorno la scuola senza averlo mai fatto prima. E magari anche assumersi la responsabilità di misurare la febbre. Cosa accadrebbe poi se un commissario, un alunno, un addetto ATA dovessero ammalarsi? Si bloccherebbe tutto l'esame e finirebbero tutti in quarantena? E fino a quando? Come farebbero i ragazzi che devono iscriversi all'università? In un periodo in cui anche le Università fanno esami e tesi di laurea online, mi sembra dannoso, anacronistico e poco utile perseguire ostinatamente questa modalità di esame. Noi non lediamo il diritto all’istruzione degli studenti e vogliamo fare gli esami ai nostri studenti, vogliamo esserci, ma vogliamo farlo in condizione di sicurezza, ovvero online La scrivente chiede pertanto di dare voce alla nostra richiesta di poter svolgere esami online in assoluta sicurezza, senza che con ciò sia leso il diritto all'istruzione (già garantito dalla didattica online, dagli esami di laurea online, dagli esami di 3 media online) e garantendo il diritto alla salute di cui all'art. 32 a fronte del quale gli altri soccombono. prof. Laura Bianca Condorelli

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