Spacciava cocaina nel "fortino": preso l'uomo che aveva ospitato Amri, lo stragista di Berlino

In manette il 31enne Adil Mirat. Da casa sua a Sesto era passato lo stragista Anis Amri

Il luogo della sparatoria in cui morì Amri

Da ottobre era già finito in cella due volte. E pochi giorni fa si è "concesso" il tris. Adil Mirat - 31 anni, marocchino, irregolare in Italia e con alle spalle una lunga serie di precedenti - è stato arrestato lo scorso 31 gennaio dai carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

I militari, che per oltre due settimane hanno passato al setaccio il "fortino" tra le cinque torri e i palazzoni del quartiere Sant'Eusebio a Cinisello Balsamo, lo hanno fermato proprio lì, mentre "lavorava" sotto i portici, con tre palline di cocaina in bocca. 

A casa sua, a Sesto, gli investigatori hanno poi trovato oltre 100 euro in contanti, 11 grammi di cocaina, 11 di hashish e due di marijuana. Quello di Mirat - già arrestato altre due volte dallo scorso 30 ottobre - non è un nome nuovo per le forze dell'ordine e la procura, così come nuova non è la sua abitazione. 

Lo stragista di Berlino ospita a casa sua. 

In quello stesso appartamento, infatti, era passato anche Anis Amri, il tunisino 24enne autore dell'attentato di Berlino del 19 dicembre 2016, quando un camion lanciato a tutta velocità sui mercatini di Natale a Charlottemburg aveva ucciso 12 persone e ne aveva ferite altre 56. 

Amri, che era alla guida di un tir passato da Cinisello, sarebbe poi stato ucciso la notte tra il 22 e il 23 dicembre fuori dalla stazione di Sesto San Giovanni dopo aver aperto il fuoco contro due agenti di polizia che lo avevano fermato per un controllo casuale. 

La denuncia ai poliziotti 

Proprio per quella frequentazione, l'abitazione di Mirat era già stata perquisita e la Digos aveva trovato - come sempre - droga e soldi.

Non solo arresti, però. Perché lo stesso 31enne ha denunciato due poliziotti che, a suo dire, lo avrebbero malmenato e ferito durante un blitz di fine 2017. Anche quella volta il pusher era finito in manette per droga. 

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E il vizio sembra non averlo perso perché - per dirla con le parole del tenente Antonio Belardo della compagnia di Sesto - "è uno che a ogni controllo viene trovato in possesso di stupefacenti". 

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