Scontri tra gli ultras di Inter e Napoli, arrestato per omicidio l'uomo che uccise Belardinelli

Per gli scontri alcuni ultras dell'Inter erano andati a processo con rito abbreviato

Daniele

Venerdì mattina la polizia di Stato ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Fabio Manduca, 29enne cittadino italiano ritenuto responsabile di aver investito e ucciso l'ultras varesino Daniele Belardinelli lo scorso 26 Dicembre.

Gli agenti della Digos di Milano, coadiuvati dagli agenti della Digos di Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano,hanno condotto le indagini che hanno portato al provvedimento restrittivo per omicidio volontario.

L'uomo guidava una Renault Kadjar

L'uomo era alla guida dell'auto, una Renault Kadjar nera. Ad aprile, era stato infatti portato in Questura a Milano da Napoli con un provvedimento di "accompagnamento coattivo" per procedere a interrogatorio o a confronto" su richiesta dell'aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri e firmato dal gip Guido Salvini.

Lo stesso tifoso del Napoli era già stato convocato in via Fatebenefratelli durante le prime fasi dell'indagini ma non aveva risposto alle domande degli inquirenti. Stando alle analisi - è iniziato l'incidente probatorio - l'auto guidata dal giovane e con a bordo altri tre ultrà sarebbe quella che ha investito Belardinelli, poi morto in ospedale. La macchina nel mirino delle indagini presenterebbe una serie di segni compatibili con l'investimento, tra cui l'asse leggermente deviato - forse per un urto -, alcuni segni sotto la carrozzeria e, poi, su altre parti del veicolo tracce riconducibili forse al giubbotto che indossava quella sera Belardinelli .

Le analisi avrebbero escluso responsabilità da parte dei tifosi che viaggiavano su altre cinque auto sequestrate, un'Audi A3, un Ford Transit, una Volkswagen Golf, un'Opel Vivaro e una Volvo V40. 

Il processo e le condanne per gli scontri

Per lo stesso episodio - ma solo per gli scontri - alcuni ultras dell'Inter erano andati a processo con rito abbreviato. Erano stati condannati dal gup di Milano Carlo Ottone De Marchi. La pena più elevata, 3 anni e 8 mesi, era stata comminata a Nino Ciccarelli, capo del gruppo ultras Viking e storico leader della "Nord". Per tutti, 8 anni di Daspo.

La cena a casa di Belardinelli

Come si sa, durante gli scontri tra tifosi dell'Inter e del Napoli in via Novara trovò la morte l'ultras varesino Daniele Belardinelli, che era iniseme agli interisti. Un suo amico, Alessandro Martinoli, è stato condannato a 3 anni: secondo gli investigatori, il 25 dicembre avrebbe partecipato a una cena natalizia a casa di Belardinelli e in quella occasione si sarebbe discusso anche della preparazione degli scontri.

Alla cena era presente anche Marco Piovella detto il "Rosso", designer di luci, capo dei Boys San e membro del direttivo della "Nord", condannato a 2 anni e 10 mesi. Infine Francesco Baj e Simone Tira (arrestati nelle ore successive agli scontri) sono stati condannati a 2 anni e 6 mesi. Con loro era finito agli arresti, quasi subito, anche Luca Da Ros, l'unico del gruppo ad avere collaborato con gli inquirenti: il giovane ha patteggiato 1 anno e 10 mesi di reclusione.

Il processo ai 6 ultras

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