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Le Regioni che vogliono chiedere al Governo di "riaprire" in zona rossa e arancione

Giovedì le Regioni chiederanno al premier Draghi di valutare dal 20 aprile alcune "aperture"

Riaprire diverse attività commerciali e culturali attualmente costrette a rimanere chiuse per via delle restrizioni nella zona rossa o della zona arancione, le uniche due misure applicate sul territorio nazionale. Giovedì 8 aprile le Regioni chiederanno al premier Draghi di valutare dal 20 aprile alcune "aperture" se migliorano i dati dell'epidemia covid.

Dopo quella data quindi le regole per chi è chiuso o costretto a stretti vincoli in zona rossa e zona arancione, potrebbero cambiare parzialmente. Perché questo succeda, come aveva detto il primo ministro Mario Draghi, bisogna guardare ai dati. 

In questo senso il decreto in vigore dal 7 aprile, oltre a riaprire ovunque la scuola fino alla prima media e a stabilire che fino al 30 aprile esisteranno solo zona rossa e zona arancione, prevede che ogni valutazione - e quindi un eventuale allentamento di divieti e restrizioni - sia legato all'andamento dei contagi e della campagna di vaccinazione.

Le Regioni vogliono riaprire

Le cose possono cambiare in ragione dell'andamento dell'epidemia, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini con particolare riferimento alle persone anziane e alle persone fragili e su queste basi potrebbero arrivare dal Consiglio dei ministri determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento.

Giovedì, nell'incontro con il premier Draghi, le regioni chiederanno proprio di valutare, in caso di miglioramento dei dati epidemiologici, la riapertura di attività commerciali ora chiuse. "Ne abbiamo già parlato: chiediamo di valutare la possibilità di consentire la riapertura a quelle attività ora chiuse nelle zone rosse e arancioni. È quello che si diceva già da tempo. C'è un orientamento per cercare di aprire le attività commerciali che stanno risentendo di questo grosso problema: è una crisi sanitaria che però, chiaramente, comporta gravi problemi economici", ha detto Vito Bardi, governatore della Basilicata.

"Tutto questo - prosegue - è vincolato al trend dei contagi: noi ci auguriamo che sia in diminuzione, come sembrerebbe. Questo è quanto discuteremo giovedì in occasione dell'incontro con Draghi", che avrà come tema centrale i fondi del Recovery.

Quali attività potrebbero riaprire prima?

Le ipotesi che prendono piede in queste ore "dicono" che potrebbero rialzare la serranda non solo bar e ristoranti (solo a pranzo), ma anche cinema e teatri la cui riapertura era stata annunciata da Franceschini per il 27 marzo e purtroppo rinviata a data da destinarsi. Non è tutto perché, sempre i contagi lo permetteranno, potrebbero riaprire anche parrucchieri e centri estetici in zona rossa.

Le attuali regole in zona rossa

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