Losburla e Edoardo Cremonese in concerto all'Ohibò di Milano

Un concerto a Milano in accoppiata per due cantautori amici e compagni d'etichetta. Losburla ed Edoardo Cremonese, entrambi con un disco uscito l'autunno scorso per Libellula Label, si esibiranno insieme all'Arci Ohibò mercoledì 9 Aprile. L'Internazionale ha descritto il suo album"i Masochisti" come un "piccolo capolavoro", Losburla (al secolo Roberto Sburlati) è cinico, politicamente scorretto e dissacrante, il suo intento è palesemente provocatorio e lo si capisce sin dalla copertina raffigurante lo stesso cantautore torinese che si sta gettando nudo nel fiume Po in pieno centro città. Dal vivo sarà accompagnato da Nicolas J Roncea (Io Monade Stanca, Roncea) alle chitarre, Massimo Lorenzon (Mambassa) alla batteria e Andrea Bergesio (eskinzo) alle tastiere.

Edoardo Cremonese invece porterà sul palco la sua ultima fatica intitolata "Siamo il Remix dei nostri genitori", Un disco fresco, intelligente e a presa rapida: dieci spaccati di vita raccontati dall'originale e personalissimo stile del cantautore padovano ed impreziositi da partecipazioni prestigiose tra cui Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Nicolò Carnesi, Alberto Pernazza (Ex Otago, Magellano) e molti altri. Forte di un tour di oltre 100 date col precedente disco "Per vedere Lost", dal vivo Edoardo Cremonese, accompagnato dalla band i Bucanieri, propone uno spettacolo divertente ed emozionante.

LOSBURLA

Cinico, politicamente scorretto e dissacrante. Così si potrebbe definire "I Masochisti", il disco d'esordio Di Losburla (al secolo Roberto Sburlati), il cui intento provocatorio risulta chiarissimo sin dal titolo e dalla copertina, raffigurante lo stesso cantautore torinese che si sta gettando nudo nel fiume Po in pieno centro città. Il disco alterna momenti vicini allo stoner rock ("Amaro", "Il mio processo di beatificazione") ad atmosfere più psichedeliche, dilatate e acustiche ("Letteratura", "Senti questo cane come abbaia"). Le melodie, semplici e dirette, vengono affiancate da soluzioni musicali tutt'altro che scontate, anche grazie al lavoro in fase di arrangiamento del produttore artistico Luca Cognetti (Eskinzo, Marco Notari & Madam, Mambassa) ed a quello in fase di mixaggio di Andrea Bergesio. Nei testi, crudi e diretti, non vengono risparmiate parole forti, ma allo stesso tempo si può notare uno studio approfondito delle assonanze, delle consonanze e delle figure retoriche da parte dell'autore. L'ascoltatore viene proiettato in una sorta di mondo alla rovescia, in cui bassezze come l'arrampicata sociale, il tradimento, il successo a danno di terzi sono all'ordine del giorno e i valori positivi come la pietà, la dignità e la solidarietà diventano merce di scambio e vendita o ancora peggio sentimenti governati dai tempi televisivi. Non c'è stupore, non c'è una presa di distanza, perché tutto sommato il dolore è ciò che più fa godere I Masochisti. C'è, quella sì, la disillusione, quella di chi critica senza però mai assolversi, e l'ironia, quella che ti fa scappare un sorriso anche in un momento buio e difficile. Si torna quindi all'immagine di copertina, per chiedersi se quel nudo sia soltanto provocazione, oppure non sia l'immagine di chi "si toglie la maschera per mostrare ciò che è", oppure un tuffo disperato in acque sì sporche, ma forse meno di quanto non sia sporca la superficie. Se lo potessimo chiedere all'autore ci risponderebbe con tutta probabilità: "non lo so, non me ne frega niente".

EDOARDO CREMONESE

Mixato da Alberto Suriani all'Alpha Dept Studio di Bologna e prodotto artisticamente dallo stesso Edoardo Cremonese, "Siamo il remix dei nostri genitori" (Libellula/Dischi Soviet Studio) è un disco al confine, influenzato tanto da Enzo Jannacci e dal suo modo verace, squinternato, romantico ed italiano di intendere la musica parlando a tutti quanto da Damon Albarn e dalla sua attitudine semplice, gocattolosa e geniale di giostrare le sonorità unendo musicisti e stili senza mai perdere una coerenza sonora. A tenere il filo di Arianna e a dare uniformità a tutto il lavoro l'inconfondibile stile dell'autore, con il suo input compositivo strambo e diretto. Come un piccolo chimico e seguendo tutte le fasi del lavoro Edoardo Cremonese è andato alla ricerca di quanti più suoni, volti, colori, respiri e voci possibili, dosandoli a dovere per rendere completo il suo nuovo album. "Siamo il remix dei nostri genitori" è un disco in cui quello che conta è dare spazio alle storie e ai personaggi che lo compongono. Tantissimi gli ospiti musicali e non, tra cui Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, Nicolò Carnesi, Alberto Pernazza di Ex Otago e Magellano ed il pittore Carlo Alberto Rastelli che ha realizzato per la copertina un dipinto con il ritratto dell'amico autore. Anche questa volta, come in "Per vedere Lost", il disco è stato registrato in un luogo bizzarro che il cantautore ha fatto suo: una lavanderia di una mansarda milanese, da condividere con la lavatrice imbottita di lenzuola e quant'altro.

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