Legge di Bilancio, nella Manovra una norma “pro-movida”. Tajani: “Gli enti locali non sono stati consultati”

Gli amanti della movida quasi sicuramente esulteranno. Chi invece da tempo lotta per liberarsi, almeno in piena notte, dall'inquinamento acustico è possibile che resti amareggiato: dalle 500 pagine della legge di Bilancio approvata dal Governo l’ultimo giorno del 2018, è spuntato fuori un articolo di cinque righe, passato finora inosservato, che cambia ancora una volta le regole relative al “rumore” per discoteche, bar, ristoranti e tutte le altre attività commerciali.

“746. All’articolo 6-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: 1-bis. Ai fini dell’attuazione del comma 1, si applicano i criteri di accettabilità del livello di rumore di cui alla legge 26 ottobre 1995, n. 447, e alle relative norme di attuazione”. (Pag.130 - LEGGE 30 dicembre 2018, n. 145. Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021).

La norma, entrata in vigore il primo gennaio 2019, stabilisce sostanzialmente che per i residenti sarà più difficile mettere la sordina alla movida. Perché? Mentre finora per i criteri di accettabilità del livello dei rumori si faceva riferimento all'articolo 844 del codice civile che lasciava la valutazione di tale accettabilità alla libera discrezionalità di un giudice, d’ora in poi le decisioni dovranno corrispondere solo ed esclusivamente ai limiti della legge quadro sull'inquinamento acustico (n. 447 del 1995) che prevede di non superare i 55 Leq dalle 6 alle 22 e i 45 Leq dalle 22 alle 6 del mattino. Soglie sicuramente basse, ma che tolgono qualsiasi possibilità a un giudice di valutare le lamentele di un intero vicinato ad esempio in un contenzioso con una discoteca.

Milano è da sempre riconosciuta come una città dalle mille proposte di divertimento. La movida milanese pullula di tantissimi locali, quindi ci siamo chiesti quali possono essere i "rischi" per alcuni residenti e/o attività commerciali con l’entrata in vigore di questa norma.

“Stiamo approfondendo con gli uffici amministrativi del comune, l’applicazione e l’interpretazione corretta della norma - ha dichiarato l’assessore alle politiche del lavoro, attività produttive e commercio di Milano, Cristina Tajani - in ogni caso, noi non siamo favorevoli a interpretazioni che ampliano la possibilità di aumentare il rumore nelle aree della movida. Ci dispiace che il governo, anche in questo caso, non abbia consultato gli enti locali”.

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