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Repertorio

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Coronavirus: il commissariamento della sanità lombarda mai stato all’ordine del giorno

Lo ha detto il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia nel corso di un’audizione

Il commissariamento della sanità della Regione Lombardia “penso non sia mai stata all’ordine del giorno: non ci sono elementi per valutare un provvedimento di questa natura”. Così il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

“Bisogna rafforzare ancora di più la prevenzione della medicina territoriale pubblica”, ha detto Boccia. “Qui nessuno ha mai messo in discussione il mix pubblico/privato, ma il nodo vero è la quota di pubblico perché un’epidemia che si trasforma in pandemia se sei fragile vai in difficoltà e hai bisogno che il privato si trasformi e non sempre è trasformabile in tempi rapidi, anche se è un’eccellenza europea”.

“Bisogna rafforzare i medici di base, rafforzare la prevenzione e in alcune regioni bisogna rafforzare tanto. Ma penso sia una follia pensare che da Roma si può capire come gestire meglio un ospedale, da Roma si può, sì, imporre un rafforzamento della sanità territoriale”.

L'idea di commissariare la regione

L'idea di commissariare la regione era partita da lontano con una petizione online. Accusata di non essere all'altezza nella gestione dell'emergenza Coronavirus. Milano 2030 - rete di associazioni, partiti e movimenti politici della sinistra milanese - denunciava le scelte della Giunta lombarda, causa del gravissimo impatto del Covid19 in Lombardia, e chiedeva la nomina di un commissario ad acta per la sanità regionale.

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