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Dpcm Natale: Lombardia (e Italia zona rossa), pranzi e cene, cosa si può fare

Attesa entro 24 ore la decisione del governo per il nuovo Dpcm delle feste natalizie

Si sta lavorando alacremente in queste ore per il nuovo Dpcm (Decreto presidente del Consiglio) che dovrebbe mitigare gli effetti sanitari degli spostamenti delle persone durante le vacanze natalizie. L'obbiettivo è, con le festività, di non provocare un rialzo della curva epidemica da covid-19, la temuta terza ondata, che gli esperti ritengono molto probabile.

Il governatore Attilio Fontana ha detto nei giorni scorsi a Radio Padania che con le chiusure totali si rischia "un disastro sociale e umano, perché ci saranno tante persone anziane che non potranno incontrare i propri figli". "E' una situazione che ritengo veramente senza senso, così come ritengo senza senso che si stabilisca una data come termine ultimo per poter tornare alle proprie residenze", ha proseguito. Dunque un'infinita mediazione tra il premier Giuseppe Conte e i governatori. Che sta arrivando a una sintesi.

Più duro, invece, il primo cittadino Beppe Sala: "La politica non si deve far trascinare dall'emotività. Qualunque sia la decisione del governo sulla zona rossa per Natale, io non ho niente da dire. Il problema è non continuare a cambiare perché questo disorienta i cittadini e chi campa non di reddito fisso", ha sottolineato.

Natale 2020: cosa si potrà fare, la sintesi

Il nuovo piano del governo per il Natale 2020, non ancora però approvato, prevede: una zona rossa in tutta Italia nei giorni 24, 25, 26 e 27 dicembre 2020 e 31 dicembre, 1, 2 e 3 gennaio 2021; una zona arancione con chiusura dei negozi e limiti alla libertà di spostamento nei giorni precedenti (dal 21 dicembre?), dal 28 al 30 e poi fino all'Epifania compresa; una deroga, ancora tutta da comprendere nelle sue funzionalità, al divieto di spostamenti tra comuni - ed eventualmente anche all'interno di uno stesso comune in caso di ripristino della zona rossa - per i due congiunti più stretti in occasione del cenone della vigilia di Natale e del pranzo del 25.

 Questa deroga, di cui ha parlato l'agenzia di stampa Ansa, è ancora nebulosa nella sua messa in pratica e non si capisce né come possa essere tradotta in norma né come ne possa essere controllato il rispetto, visto che il domicilio è inviolabile. Il tutto verrebbe attuato attraverso un nuovo Dpcm, l'ennesimo, forse accompagnato da un decreto legge last minute da varare nelle prossime ore o nel week end.

Se la linea dura sarà confermata, gli italiani dovranno rinunciare ai loro piani per le vacanze di Natale e affrontare otto giorni pressoché chiusi in casa visto che anche i piccoli spostamenti per festeggiare con i parenti saranno (quasi) impossibili, perché l'Italia dal 24 dicembre al 3 gennaio - e forse anche il 6 - sarà tutta in fascia rossa, nei festivi e prefestivi.

Quello che pare ormai appurato è che non ci sarà nessuna stretta nel weekend alle porte, quello del 19 e 20 dicembre. Ci si potrà spostare da zona gialla a zona gialla - quasi tutta Italia - come è stato consentito finora, mentre l'arrivo o la partenza da aree arancioni o rosse sarà possibile per i soli residenti. Il governo, al tavolo per decidere una nuova stretta in vista delle festività, sarebbe orientato a non limitare gli spostamenti nelle prossime ore per evitare i 'grandi esodi' delle feste, come lamentato da alcuni governatori che chiedevano un giro di vite. "Il problema non sono gli spostamenti - spiega all'Adnkronos un'autorevole fonte di governo - il problema sono i cenoni e i veglioni, è lì che si rischia davvero".

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