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(Ansa)

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Errore nel calcolo dell'indice Rt: "Con i dati disaggregati sarebbe stato evitato"

Non si ferma la polemica sull'errore che ha portato la Lombardia in zona rossa per una settimana

L'errore a causa del quale la Lombardia è finita in zona rossa per una settimana, con Rt calcolato sulla base di un dato errato, o meglio perché un campo specifico riguardante la presenza o assenza di sintomi Covid nei pazienti non era stato riempito, ha riportato l'attenzione sull'importanza dei dati disaggregati e in generale della trasparenza nel fornire le cifre sull'epidemia Covid.

Tra zona rossa e arancione, le differenze sono sostanziali: i cittadini possono o non possono circolare liberamente nel loro comune di residenza e, per quanto riguarda i negozi, sono aperti tutti oppure solo quelli "indispensabili". Sia dal punto di vista economico sia da quello della libertà di mobilità, le implicazioni sono notevoli. Per cui è piuttosto grave che si sia incappati in un caso del genere e, comprensibilmente, le categorie produttive sono poco interessate a dar la colpa a questo o a quello, ma ben più interessate ad essere risarcite.

"Le istituzioni diano tutti i dati"

A monte di tutto, la difficoltà di fornire i dati disaggregati sull'epidemia. Una mancanza denunciata da tempo da diversi fronti. "Il pasticcio dati Covid-19 è conseguenza della scelta di tenere segreti i dati disaggregati, altrimenti qualsiasi ricercatore avrebbe potuto accorgersi dell'errore. La responsabilità è dunque sia del Governo che di Regione Lombardia", commenta Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, secondo cui "con i dati disaggregati a disposizione, qualsiasi ricercatore avrebbe colto l'errore".

"Per avere dati disaggregati e in formato aperto su scala nazionale e consentire agli scienziati di effettuare sistematicamente ricerche indipendenti servirebbero i dati aggiornati in tempo reale e certificati dalle Agenzie di Tutela della Salute, dalle Regioni, dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Governo", conclude Cappato. L'Associazione Coscioni ha da tempo aperto la piattaforma di whstleblowing CovidLeaks.it, attraverso cui chiunque può condividere anonimamente dati disaggregati e aperti sulla pandemia tenuti finora nascosti. Naturalmente, se fossero le istituzioni a "liberare" i dati, questi sarebbero completi e totalmente affidabili.

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