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Nuovi focolai e politiche sui tamponi: le opinioni di Massimo Galli (Sacco)

L'infettivologo si esprime in tv su vari aspetti della prevenzione e della lotta al Covid-19

Sui tamponi "siamo stati una schifezza". A dirlo è Massimo Galli, direttore di malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano, durante una puntata di Agorà su Rai Tre, martedì mattina. Un'ammissione che era ed è ormai un sospetto di molti, soprattutto nella Regione più colpita d'Italia, ovvero la Lombardia, sebbene i vertici regionali continuino a difendersi affermando che nelle nostre province si è verificato un vero e proprio "tsunami" imprevedibile e non facilmente gestibile.

L'esperto ha anche avvertito dei rischi ancora presenti di infezione da Covid-19 d'ora in avanti, citando il caso del mattatoio tedesco dove "si lavora gomito a gomito" e avvertendo che tornare sul posto di lavoro, soprattutto dopo un primo tampone negativo per gli ex positivi, è possibile ma solo con il giusto distanziamento.

Per quanto riguarda le fasi 2 e 3 dopoo il lockdown, Galli ha avvertito circa i rischi di infezione, per esempio dall'estero, dopo la riapertura delle frontiere (ad oggi si può viaggiare senza autocertificazione nello spazio Schenghen). "L'importante - ha detto Galli - è che a livello di ogni Regione sia approntato un apparato di sorveglianza tale da monitorare e migliorare l'attenzione e l'organizzazione quando arrivano turisti stranieri". 

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