Il milanese Vecchioni: «Lockdown su Milano? Purtroppo è necessario»

Secondo il cantautore milanese, Milano è una città molto densa: «La più importante esigenza è vivere, la seconda è il lavoro»

«Sono favorevole al lockdown sulla città di Milano, purtroppo». Lo dichiara Roberto Vecchioni, un artista che a Milano ha molto legato la sua vita e anche la sua doppa carriera professionale: da un lato cantautore, dall'altro professore nei licei e anche nelle università, "storico" insegnante del Beccaria.

Intervistato dalla trasmissione radiofonica Un giorno da Pecora su Rai Radio1, Vecchioni ha affermato che «tra le esigenze essenziali dell'uomo, la più importante è che sia vivo. La seconda, è il lavoro». All'obiezione dei contrari al lockdown, secondo cui «se non si muore di Covid si muore di fame», Vecchioni ha replicato: «Mi sembra più che altro una trovata pubblicitaria».

Il cantautore ha comunque riconosciuto che in un momento come questo la difficoltà di sopravvivere c'è, e per tanta gente. «Lo so, io è un anno che non lavoro», ha ammesso, aggiungendo: «E soprattutto hanno lo stesso problema quelli che lavorano con me, perché tutto sommato io me la cavo, loro no». Come si sa, il mondo dello spettacolo e delle arti è in ginocchio fin dalla prima ondata di Covid in primavera.

Tornando al lockdown sulla città di Milano, Vecchioni ha poi spiegato perché, secondo lui, è necessario. «Milano ha una grande densità in tutto, una densità di popolazione incredibile. Ogni dieci metri c'è un mezzo pubblico e sono tutti pieni, qualcosa bisogna fare per forza», ha commentato. E su Conte: «Il discorso alla Camera mi è parso illuminato. Purtroppo in questo periodo è molto facile sbagliare».

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