Trasporto pubblico, le Regioni del Nord contro il Governo: «Non abbiamo ancora visto un euro»

Durissima replica degli assessori ai trasporti di Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Friuli V.G. alle parole di Conte e della De Micheli

Un autobus milanese (foto 8 ottobre 2020)

Scoppia la polemica tra il Governo e alcune Regioni italiane sui finanziamenti statali al trasporto pubblico locale nel contesto dell'emergenza sanitaria da Covid, dopo le parole del presidente del consiglio Giuseppe Conte alla Camera dei Deputati, giovedì mattina, e alcune dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Ed è una dura polemica, che s'inserisce in quello che, secondo molti italiani, è il vero "vulnus" che ha scatenato la seconda ondata di pandemia: l'affollamento nel trasporto pubblico.

«I finanziamenti al Tpl per l'emergenza sanitaria (500 + 400 milioni di euro) non sono sufficienti per far fronte al potenziamento dei servizi e alla riduzione dei ricavi delle aziende di Tpl», scrivono gli assessori regionali ai trasporti di Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Friuli Venezia Giulia: «Sorprende dunque che il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, sostenga di non aver ricevuto dalle Regioni richieste di risorse aggiuntive: la nostra posizione è stata portata all’attenzione dell’Esecutivo in tutte le sedi utili comprese le riunioni formali, non ultima quella dello scorso 30 agosto».

«Sorprende anche - proseguono gli assessori - che il presidente del consiglio Giuseppe Conte parli di un mancato pieno utilizzo delle risorse messe a disposizione delle Regioni per rafforzare il trasporto pubblico». Secondo gli assessori,  in realtà «le risorse promesse dal Governo per i servizi aggiuntivi non sono ancora arrivate. Infatti, non è ancora stato approvato il decreto attuativo per il riparto dell’anticipazione dei primi 150 milioni sui 300 milioni di risorse stanziate dallo Stato».

«Per i servizi aggiuntivi, dunque, non è ancora arrivato un euro», proseguono: «Le azioni per potenziare il trasporto sono state attivate nelle varie Regioni in assenza di un contributo governativo, che ci auguriamo possa arrivare quanto prima. È gravissimo che il presidente del consiglio e il ministro competente cerchino di scaricare le proprie responsabilità sulle Regioni. Inizino invece a erogare le risorse annunciate senza le quali il sistema Tpl non potrà stare in piedi ancora per molto».

Come si ricorderà, durante l'estate le Regioni italiane avevano chiesto e ottenuto dal Governo di consentire l'aumento di capienza fino all'80% di quella teorica, in vista del rientro dalle vacanze e delle varie ripartenze lavorative e soprattutto scolastiche.

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