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Pubblicità in Duomo

Pubblicità in Duomo

Non lamentatevi dei cartelloni pubblicitari: i monumenti decenti li abbiamo grazie a loro

Vi proponiamo due passeggiate velocissime. La prima vi porta a vedere un monumento, tanto famoso quanto rovinato. L’intonaco si stacca, a fatica lo si riconosce. Immaginiamo la vostra reazione, pari alla nostra: che peccato, è uno schifo, perchè non fanno qualcosa? 

Passeggiata numero due: passiamo dal centro, percorriamo una via ed arrivati in fondo non vediamo il monumento che ci aspettavamo, ma un cartellone pubblicitario. Ma dove è finito? Reazioni: “Ma no! Ma come è possibile? L’hanno coperto con la pubblicità! Che scandalo, ma chi permette uno cosa del genere?!?”.

Botte piena e moglie ubriaca sembra il desiderio di tanti. Noi, lo abbiamo già scritto diverse volte, gridiamo "evviva" nel vedere queste pubblcità sulle Porte, sulle statue e sui monumenti. Perchè, giusto così per ricordarlo, grazie a quella scritta o quel disegno che copre la nostra opera, è possibile sistemare il monumento stesso. E’ la pubblicità che paga. E grazie a quei soldi il nostro monumento sarà sistemato, conservato meglio. H. Ford disse che la pubblcità è l’anima del commercio. Se questa serve anche a ridarci i nostri pezzi di storia al loro splendore, ben venga la pubblicità.

Così TMC pubblicità, l’azienda che si occupa in prima persona di questa attività: “La pubblicità a costo zero per i Comuni e i palazzi privati ha consentito negli ultimi 10 anni di restaurare decine di Beni culturali (monumenti, statue, fontane, ecc) e decine di palazzi, pubblici e privati, che, diversamente, in buona parte sarebbero tutt’ora in balia del degrado a causa dell’inquinamento atmosferico e ambientale. Soprattutto i comuni, in particolare il Comune di Milano, hanno beneficiato di questa opportunità non solo senza spese ma anche incassando ingenti somme a titolo di COSAP virtuale e di imposta pubblicitaria. Purtroppo i bandi di gara che vengono puntualmente impugnati al Tar dalle società perdenti comportano lungaggini burocratiche che riducono notevolmente le possibilità di intervenire con i restauri utilizzando la sponsorizzazione pubblicitaria. Ultimo lato negativo è dato dal fatto che, a restauro avvenuto, i Comuni non provvedano ad alcuna manutenzione per mancanza di denaro con la conseguenza che dopo 3/5 anni i beni restaurati dovrebbero nuovamente essere oggetto di restauro”.

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