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Martedì, 30 Novembre 2021
Cultura

Rudolf Stingel presenta Sol LeWitt alla galleria De Carlo

Un omaggio da parte di un curatore d'eccezione, l'artista Rudolf Stingel, a uno degli esponenti più rappresentativi e influenti dell'arte concettuale e del minimalismo dal 27 gennaio alla Galleria Massimo de Carlo

Sarà la prima volta da curatore per Rudolf Stingel, uno degli artisti italiani contemporanei più conosciuti e affermati all’estero, che con passione ha approntato presso la galleria Massimo de Carlo una mostra omaggio a uno dei maestri assoluti dell'arte concettuale.

Nelle tre sale principali della galleria cinque opere murali di grandi dimensioni giocate sul contrasto bianco e nero e realizzate con matite, pastelli o china: una serie di stelle grigie su sfondo nero (Wall Drawing #386); archi neri su due pareti bianche contigue (Wall Drawing #546); linee orizzontali su una parete e verticali su quella opposta, (Wall Drawing #137); quattro parti uguali di un quadrato in quattro diverse gradazioni di grigio (Wall Drawing #365); infine, forme bianche di polistirolo applicate su una parete grigia (White styrofoam on a gray wall). Ma a celebrare la passione del curatore nei confronti dell'artista, ecco nell'ultima sala una tela a olio di grandi dimensioni dello stesso Rudolf Stingel su cui è ritratto un Sol LeWitt giovanissimo durante il proprio servizio militare.

Dal 27 gennaio al 28 marzo le creazioni giganti di uno degli esponenti più riconosciuti dell'arte americana saranno a disposizione del grande pubblico. Dalla sua prima mostra nel 1965 a New York sono state centinaia le iniziative a lui dedicate, tra le più recenti in Italia una allestita presso la Fondazione Merz a Torino nel 2006, molte anche dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2007 a New York. Attualmente è in corso una personale al MoMA di New York e una retrospettiva presso il MASS MoCA di North Adams in Massachusetts

I suoi lavori a due e tre dimensioni vanno dai Wall Drawings (disegni e applicazioni su muro), alle fotografie, alle centinaia di lavori su carta fino alle strutture geometriche come torri, piramidi e cubi. Fra gli anni 70 e gli anni 80 è stato fortemente influenzato dai maggiori esponenti dell'arte povera, tra i quali Mario Merz, Alighiero Boetti, Giulio Paolini con i quali ha a lungo collaborato e tratto suggestioni nell'arco dei suoi frequenti soggiorni nel nostro paese.  
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