rotate-mobile
Venerdì, 27 Maggio 2022
Eventi

Risorge il mitico "Camparino": ed è subito boom di avventori

Dopo 16 anni di "Bar Zucca", ritorna un punto di ritrovo storico della Milano bene: il "Camparino" della galleria Vittorio Emanuele. Intatti gli interni liberty e bitter al posto del rabarbaro

Resuscita il "Camparino". Vetrine futuriste e un afflato centenario che, dopo 16 anni, guarda al futuro. Dopo quasi un ventennio nelle vesti di bar Zucca, torna il bar 'di passo', fratello minore dell'allora dirimpettaio bar Campari, che ha fatto la storia dell'aperitivo milanese e ha ospitato molti grandi della città: da Manzoni a Toscanini, da Cattaneo a Boito, fino a scapigliati e futuristi e, più di recente, Gorbaciov e Berlusconi. Ovviamente nel "salotto buono" di Milano: la Galleria Vittorio Emanuele.  

"E' un posto magico, un locale simbolo che racconta Milano - ha detto oggi alla presentazione il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli -. E' bello che una delle istituzioni dell'aperitivo torni al suo antico nome".

Il "nuovo-vecchio" Camparino © Rovellini/MilanoToday

L'operazione di ritorno alle origini, anche per la stessa Campari, come ha sottolineato Jean Jacques Dubau, managing director Campari Italia, non è però "un'operazione nostalgia ma di rilancio - ha spiegato l'assessore comunale al Commercio Franco D'Alfonso -. Il nostro intento è di fare della Galleria non una sorta di mall commerciale, ma un biglietto da visita della città, anche in ottica 2015, tutelando le presenze storiche". Sulle vetrine ora campeggia la nuova insegna, realizzata per l'occasione da Ugo Nespolo, all'interno rimangono intatti gli arredi in stile liberty ma il pezzo forte cambia: bitter al posto del rabarbaro. Per gli storici gestori, Orlando Chiari e Teresa Miani, commossi, "é un sogno che si realizza".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Risorge il mitico "Camparino": ed è subito boom di avventori

MilanoToday è in caricamento