Nasce l'hotel Armani a Milano: extra lusso, stanze da 11mila euro

Suite da 200 metri quadrati, e 95 camere con prezzi base da 600, 700 euro a notte. Design minimal, con privacy al centro. Personale cosmopolita. Party d'inaugurazione con Jessica Alba

Lo stilista piacentino Giorgio Armani (foto Tm News/Infophoto)

Un atto d'amore per la sua città, ma anche un modo per andare oltre la moda: così Giorgio Armani, non senza un certo orgoglio, guarda all'Hotel che porta il suo nome e che inaugura giovedì 10 novembre, con un cocktail con ospiti come Jessica Alba, Kate Hudson e Isabelle Huppert, nel cuore di Milano, al 31 di via Manzoni, proprio sopra al suo megastore.

Quello di Milano è il secondo albergo che lo stilista apre in collaborazione con Emaar Properties: l'esperienza degli Emirati Arabi gli è servita molto, ma "questo è un albergo milanese, un grande appartamento, tanti residence dove puoi sentirti a casa, con il tuo angolo intoccabile e una privacy totale".

Proprio la privacy - secondo Armani - definisce il nuovo concetto di lusso nel ricevere: molti alberghi, anche di prestigio, ostentano la loro categoria con materiali e assemblaggio, il suo oltre a questo permette all'ospite di evitare ogni incontro superfluo, perché mette al suo centro le 95 camere, ognuna con un ingressino che non mette a vista l' intimità dell'interno. Abolita la reception, è un 'lifestyle manager' a farsi carico di ogni esigenza del cliente, che all'interno del suo appartamento trova il bagno a debita distanza dalla camera da letto. E questi, per Armani, sono i dettagli che fanno la differenza, assicurando privacy totale alla clientela internazionale. Non mancano, ovviamente, i luoghi di incontro: al settimo piano - pareti vetrate con vista su via Manzoni e soffitti alti quasi sette metri - ci sono ristorante, lounge e bar, aperti al pubblico. 

Riservata alla clientela, invece, la palestra della Spa all'ottavo piano, con pareti a motivo di bamboo, piscina, sauna e trattamenti all'avanguardia. Ispirate a rigore e spaziosità le 95 stanze, dalla deluxe di 45 mq alla suite presidential di 200, con camera da pranzo, cucina privata, studio e camera da letto, pavimento e pareti in pietra. Tutto arredato con mobili very Armani, dai divani lineari alle testate di legno retroilluminate dei letti. Unico piccolo rimpianto dello stilista non essere riuscito a realizzare il 'roof garden' da cui ammirare dall'alto Milano, "dove investo perché - sottolinea - è la mia città". Quella dove è arrivato da ragazzo, alle fine degli anni '50, e dove ha respirato quel ''fermento" che ha contribuito a lanciarlo nel mondo. Peccato che poi "Milano si è lasciata andare, per anni é sembrata patrimonio di pochi, con gli altri emarginati".

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Una città di cui Armani continua comunque ad amare la gente "schietta e sincera" e la capacità di inclusione. Una città che lo stilista ringrazia con l'Armani Hotel che "non è solo un albergo per fare soldi, ma un modo per avvicinarsi al mondo del lusso che dà prestigio alla città". Una metropoli che "é un piccolo villaggio dove si gira a piedi", ma che deve fare ancora parecchia strada per stare al passo con le colleghe europee, puntando su musei, pulizia degli immobili e 'congestion charge' proposta dalla nuova amministrazione. Il giudizio sul sindaco Pisapia, per ora, è sospeso: "Leggo che si da molto da fare, ma non ho ancora capito - dice - in quale direzione, mi sembra una persona con i piedi per terra, ma è presto per dire se ha fatto bene". Di certo, c'é un po' di dispiacere per l'assenza del primo cittadino all'inaugurazione di stasera: "Mi ha mandato un bigliettino, credo che abbia delle cose da mettere a posto, ma certo avrei preferito - si lascia sfuggire - se fosse venuto". A rappresentare il Comune, comunque, ci sarà l'assessore Boeri, architetto, come si è scoperto lo stesso Armani disegnando anche la struttura esterna dei resort che apriranno a suo nome a Marassi, in Egitto, e a Marrakech, in Marocco, nei prossimi due anni.

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