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Case popolari, più punti in graduatoria a residenti milanesi e lombardi: "Penalizzano gli stranieri"

Il 2 dicembre scade il bando per richiedere l'alloggio, ma secondo il Sicet la regione vuole favorire gli italiani. L'assessore Bolognini: "Premiamo chi abita sul territorio, è indifferente che sia milanese o straniero"

 

Le graduatorie di circa 25mila persone azzerate e criteri che premiano la permanenza sul territorio di Milano e della Lombardia in generale. È il nuovo bando per l'assegnazione di 400 case popolari scaturito dal regolamento della Regione approvato nel 2016 e recepito il 16 settembre scorso dal Comune.

Un bando che scontenta non poco i sindacati di categoria, che puntano il dito su un presunto disegno politico per favorire i residenti italiani a scapito degli stranieri nell'assegnazione degli alloggi. "Con questi criteri per la verità - dicono agli uffici del Sicet, il Sindacato Inquilini Casa e Territorio - non solo si 'colpiscono' gli stranieri, ma anche i poveri e gli indigenti in generale. La domanda si può presentare solo in via telematica e questo rappresenta un problema per tutta una fascia di popolazione che per problemi di soldi, lingua ed età, non ha accesso a un computer. Inoltre ora il criterio predominante per l'assegnazione dei punti è il numero di anni in cui la persona ha risieduto sul territorio, mentre invece dovrebbero pesare di più nel punteggio il grado di disabilità, le ingiunzioni di sfratto o le gravi situazioni d'indigenza. Sembra che si vogliano tagliare fuori le classi più povere".

Accuse che l'assessore alle Politiche abitative della Regione Lombardia Stefano Bolognini rispedisce al mittente: "Anzitutto è normale che con un nuovo bando le graduatorie vengano azzerate, è sempre accaduto. Inoltre dire che penalizziamo gli stranieri è scorretto perché semplicemente vogliamo dare la possibilità di un alloggio popolare alle persone che abitano a Milano e in Lombardia da più tempo, oltre i 5-10 anni di residenza si hanno più punti, ma è indifferente che si sia di nazionalità italiana o straniera. E per quanto riguarda le difficoltà con il computer è prevista, nelle sedi preposte a presentare le richieste, la presenza di personale specializzato che aiuterà i richiedenti a compilare le domande".

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