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Intimidazioni e scalate finanziarie: così la 'Ndrangheta milanese sfruttava la crisi degli hotel della Liguria

Attraverso la complicità di intermediatori finanziari i malavitosi individuavano i gruppi in difficoltà iniettando liquidità e tentando di impossessarsi della proprietà e della gestione dei residence

 

Le mani della ‘Ndrangheta milanese sugli alberghi della Liguria in piena crisi economica. Ci è voluta un’indagine di oltre un anno per smantellare quella che gli investigatori della Polizia di Stato, su mandato dell’Antimafia di Milano, definiscono come un vero e proprio “il tentativo da parte di famiglie mafiose di mettere le mani su realtà imprenditoriali in crisi, mediante iniezione di capitali "freschi" e utilizzo, ove necessario, di metodi intimidatori per ottenere il controllo di attività economiche di  rilievo”.

Nell’indagine è emerso anche il collegamento tra ‘Ndrangheta e gruppi di consulenti finanziari internazionali esperti di cyber crimine, che fornivano liquidità, anche in bitcoin, per scalare grandi catene alberghiere e prenderne il controllo, riciclando infine i proventi. In manette figlio e cugino di elementi di vertice della locale famiglia ‘ndranghetista di Desio, una delle più note della Brianza

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