Porta Venezia Porta Venezia / Via Achille Maiocchi

"Scheletro" di un palazzo in legno fermo dal 2011, dopo Londra fa paura. Gli abitanti: "Abbatterlo"

L'ecomostro di via Maiocchi, in un cortile interno, con lavori sospesi dal 2011 è ancora lì. Tutto in legno. E i residenti sono preoccupati

Un'immagine dell'edificio

Con l'incendio della Grenfell Tower a Londra, da cui l'edificio è rimasto totalmente distrutto provocando un gran numero di vittime, si torna a parlare di sicurezza delle costruzioni. Molti esperti hanno immediatamente rilevato che, in Italia, una tragedia del genere non sarebbe potuta accadere per via delle stringenti norme sulla sicurezza che impedirebbero di costruire con materiali non ignifughi (sotto accusa, in particolare, i rivestimenti in alluminio e plastica). Un edificio come la Grenfell Tower, in pratica, non avrebbe mai ottenuto i certificati di agibilità da parte dei vigili del fuoco.

Di "ecomostri" che preoccupano, però, ce ne sono anche nel nostro Paese. Uno, in particolare, a Milano, in via Maiocchi 13, zona Porta Venezia. Si tratta di un edificio progettato per nove piani, dei quali ne sono stati innalzati sei, all'interno di un cortile. Un prefabbricato in legno con parti in acciaio. I residenti nel palazzo preesistente lottano da molti anni convinti che siano state violate alcune norme, prima tra tutte la distanza minima. Il Comune di Milano, a suo tempo, ha risposto di non considerare le spigolature ma soltanto le facciate. Interpretazioni.

Fatto sta che nel 2011 gli abitanti hanno ottenuto che venissero sospesi i lavori. Un'email del sindaco Giuliano Pisapia e poi ancora una risposta scritta dell'assessore all'urbanistica Lucia De Cesaris parlavano del fatto che il progetto non era corredato dal parere dei vigili del fuoco. Per l'appunto.

Data la struttura in legno, il timore è che sia altamente infiammabile. Nel frattempo l'impresa (Orceana) fallisce. Il resto è un "tran tran" di incontri in Comune, sopralluoghi, tentativi di procedere coi lavori (almeno fino al quarto piano) che il Comune pare legittimare, richieste da parte degli abitanti che il cantiere venga smantellato per la presenza sia del "legno vivo" sia di una gru molto alta che - è il timore - potrebbe crollare con forte vento. Sempre De Cesaris, nel 2014, ha provato a rassicurare tutti: "Allo stato non risultano pericoli". 

Il comitato di residenti ha chiesto che tutto il già costruito sia abbattuto o quantomeno che l'edificio sia ridotto ai due piani del garage preesistente, e "cancellato" per fare posto alla costruzione. Il Comune di Milano ha però ribattuto di non potere fare nulla per dieci anni. E - come è facile immaginare - il curatore fallimentare di Orceana non intenderebbe "mollare la presa", per quanto poco possa valere un cantiere così contestato e senza un futuro certo.

«Dopo la tragedia di Londra, l'ecomostro di via Maiocchi - tutto costruito in legno e infiammabilissimo - è da riprendere in mano», sostiene un residente contattato da MilanoToday

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