Coronavirus

Milano, non rispettano le procedure anti coronavirus: il prefetto chiude altre 8 attività

I locali, un panificio e sette esercizi di vicinato, sono stati chiusi dopo i controlli della locale

Non rispettavano le normative riguardanti le misure di sicurezza messe in atto per contrastare il contagio del coronavirus, per questo motivo il prefetto di Milano, Renato Saccone, ha disposto la chiusura per cinque giorni di otto attività commerciali.

I locali, un panificio e sette esercizi di vicinato, sono stati chiusi sulla base degli accertamenti effettuati dalla polizia locale in merito al rispetto delle disposizioni per limitare la diffusione della pandemia da covid-19. Si tratta di controlli realizzati dalle forze dell'ordine, in linea con le direttive impartite in sede di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica.

L'adozione dei provvedimenti persegue l'obiettivo di deterrenza di comportamenti analoghi, a tutela del preminente interesse della salute pubblica. A inizio mese, la stessa sorte era toccata a dieci negozi. Le chiusure erano scattate nella giornata di mercoledì 7 ottobre avevano riguardato due parrucchieri, cinque bar, due circoli privati e un centro benessere. 

Gli altri negozi chiusi per mancato rispetto delle norme covid

"L'attività di controllo delle forze dell’ordine per il rispetto delle disposizioni governative - si leggeva nella nota di corso Monforte - non si è mai interrotta dall’inizio dell'emergenza sanitaria ed è stata facilitata dai comportamenti rispettosi della maggior parte dei cittadini e degli esercenti. Anche per i luoghi di lavoro i controlli sono stati costanti. Dal 4 maggio, il Nucleo territoriale ispettivo, coordinato dalla Prefettura, ad oggi ha effettuato un totale di 1.707 controlli: per sole 78 aziende sono emerse violazioni alla normativa covid-19. Nei confronti di 11 aziende è stato adottato in via cautelare, il provvedimento di sospensione, mentre per altre 19 imprese, sono emerse altre tipologie di violazioni".

Vanno a lavorare anche se positivi al covid: cosa rischiano?

Diversi i casi di cronaca emersi nei giorni scorsi: in questo senso aveva fatto notizia la denuncia che i carabinieri avevano fatto nei confronti del titolare di un ristorante etnico in zona Turro a Milano. L'uomo, insieme a un dipendenti, erano andati a lavorare nonostante fossero positivi al coronavirus. Per il loro atteggiamento, che aveva messo a rischio la salute dei colleghi e dei clienti del locale, i due sono stati denunciati a piede libero per il reato di "inosservanza di un ordine legalmente dato per impedire la diffusione di una malattia infettiva dell'uomo", punito dal Testo Unico delle leggi sanitarie con l'arresto da 3 a 18 mesi e con l'ammenda da 500 a 5.000 euro.

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