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Anfiteatro romano: lo spazio segreto in centro dove un tempo combattevano i gladiatori

Si trovano in via De Amicis i resti di quello che fu il terzo anfiteatro più grande di tutto l'impero romano

Foto MilanoArcheologica

Per immaginare quanto imponente dovesse essere l'anfiteatro costruito dai romani a Milano occorre uno sforzo di immaginazione. Oggi in via De Amicis ci sono solo pochi resti della costruzione. Un tempo però qui - in uno spazio più ampio dell'Arena di Verona - si sfidavano i gladiatori.

I resti della costruzione

Se il parco dell'anfiteatro romano non è un luogo particolarmente frequentato dai milanesi forse è perché - nonostante si trovi in pieno centro - è piuttosto nascosto. Per accedervi si deve entrare in un edificio basso dalla facciata bianca, attraversare un cortile e andare oltre un secondo portone. Solo facendo questo percorso si scopre l'ampio giardino dove si trovano i resti dell'anfiteatro.

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Ricostruzione dell'antifiteatro romano (da blog.urbanfile.org)

A rimanere oggi sono soltanto delle porzioni del muro esterno dell'edificio e otto piloni di fondazione delle gradinate. L'edificio iniziò a essere smantellato già nel V secolo d.C., quando venne utilizzato come cava di materiali per costruire la basilica di san Lorenzo. I reperti delle campagne di scavo degli anni '50 e '60 nell'area sono custoditi all'interno del museo adiacente al parco, 'Antiquarium Alda Levi'.

Com'era l'anfiteatro

Edificato tra il II e il III secolo, quando 'Mediolanum' stava assumendo un ruolo primario a livello politico ed economico, l'anfiteatro era lungo 155 metri e largo 125, dimensioni che lo classificano come il terzo anfiteatro romano più grande di tutto l'impero dopo il Colosseo e l'anfiteatro di Capua. La costruzione si trovava fuori dalle mura della città e aveva la classica forma ellittica. All'interno dell'arena, di 70 metri per 40, si svolgevano i combattimenti.

Con la sua imponenza l'anfiteatro doveva dominare tutta la parte meridionale della città. Al suo interno poteva contenere fino a 30mila spettatori, che assistevano ai giochi seduti su gradinate dai posti numerati. Oltre ai feroci combattimenti tra gladiatori, nell'arena - che per l'occasione veniva allagata - si combattevano anche spettacolari battaglie navali.

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Tra i gladiatori più famosi della Milano di 2mila anni fa - che erano ammirati alla stregua dei nostri calciatori - Urbico, un gladiatore ricordato da un'antica lapide che per secoli è stata esposta nella chiesa di Sant'Antonino a Porta Romana (andata distrutta). L'uomo venne probabilmente ucciso per un colpo inferto a tradimento, perché l'epigrafe recita: "Ti avverto, chiunque tu sia che uccidi chi ha vinto. I suoi sostenitori terranno viva la sua memoria".

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