Uccide il suocero che avrebbe abusato della figlia: condannato a 20 anni di carcere

Il fatto a febbraio a Rozzano

20 anni di carcere con il rito abbreviato.

E' la condanna decisa nelle scorse ore per il 35enne, E.S., che ha sparato e ucciso il suocero accusato di avere abusato della nipotina, figlia dell'uomo, a febbraio a Rozzano, nel milanese.

Il suo complice, accusato di averlo accompagnato in motorino sul luogo del delitto, è stato condannato a 18 anni di carcere. Il gup Aurelio Barazzetta ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti: l'uomo avrebbe subìto un "forte turbamento emotivo" alla notizia degli abusi da parte del nonno. Erano accusati di omicidio volontario premeditato e il pm aveva chiesto due ergastoli.

L'omicidio dell'uomo

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, l'uomo uccise il suocero perché 'abusava della figlia'. Lui, insieme al complice, era finito in cella per omicidio premeditato aggravato. Il genero dell'anziano aveva detto: "Ho avuto un black out".

Quella sera uno avrebbe guidato lo scooter per arrivare sul luogo dell'esecuzione. L'altro, invece, avrebbe aperto il fuoco cinque volte contro la vittima per fargli pagare quei presunti abusi. Poi, dopo una notte passata probabilmente in fuga, avevano deciso di arrendersi. Si erano costituiti ai carabinieri i due responsabili della morte di Antonio C., il 63enne napoletano ucciso tra viale Lazio e via Venezia a Rozzano, nel parcheggio del centro commerciale "Il Gigante".

Dai militari - che già da avevano stretto il cerchio attorno a loro - si erano presentati Emanuele S., un 34enne, e Achille M., un 26enne. Il più giovane è l'uomo che avrebbe guidato lo scooter, mentre il 35enne sarebbe il killer che materialmente ha sparato contro l'uomo, colpito da quattro proiettili a collo, testa e addome.

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