Alloggi privati sfitti: il Comune dà un contributo in cambio di accoglienza transitoria

La decisione di Palazzo Marino. Le informazioni

Repertorio

Un milione e 350 mila euro per i privati proprietari immobiliari che accettano di "rimettere in circolo" i propri alloggi o anche singole stanze da destinare, in via transitoria, a persone in situazione di emergenza abitativa, segnalate dagli uffici comunali. Il Comune di Milano ha lanciato un avviso pubblico (che resterà aperto fino al 30 giugno 2019) per reperire questi alloggi.

Palazzo Marino concorderà con il privato un canone specifico per gli alloggi ed erogherà il contributo al proprietario. Per le stanze, il canone "fisso" è di 250 euro al mese per un poosto letto e 350 euro al mese per due posti letto. Oltre al canone, il Comune garantirà 150 euro al mese come copertura dei costi delle misure di accompagnamento della famiglia ospitata, in modo che possa (in 18 mesi) approdare ad una soluzione abitativa più stabile.

"L’obiettivo è riuscire a sbloccare il patrimonio immobiliare vuoto ed inutilizzato, e specialmente quello delle grandi proprietà – spiega l’assessore alla Casa e ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti –. Con il piano di recupero degli alloggi sfitti noi stiamo facendo la nostra parte. Questo progetto invita i proprietari di immobili a fare la loro, il che renderebbe Milano più capace di dare risposte alle famiglie, in particolare a quelle che vengono sfrattate perché non riescono più a pagare l’affitto sul libero mercato". 

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Il Comune di Milano ha anche notevole difficoltà a sopperire alle necessità di singole persone o nuclei familiari in emergenza abitativa, come quelli allontanati da appartamenti occupati abusivamente ma in grave stato di necessità (donne incinte e/o mancanza di lavoro, solo per fare due esempi).

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