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Milano-Bicocca nella top ten dei posti in cui lavorare

Ottavo posto per l’Ateneo milanese, su oltre 400 posizioni, nella classifica Italy's Best employers 2021, stilata dalla piattaforma Statista

L’Università di Milano-Bicocca tra i migliori dieci posti in cui lavorare in Italia su oltre 400 imprese di tutti settori. L’Ateneo conquista l’ottavo posto nella classifica generale e il gradino più alto del podio nella graduatoria “Educazione e ricerca”.

La classifica Italy's Best employers 2021, pubblicata oggi sul settimanale “L’Economia” del “Corriere della Sera”, è il risultato di un sondaggio condotto nei mesi dell’estate 2020 da Statista, una piattaforma digitale tedesca per l’elaborazione dati, che - come si apprende dal dorso economico del quotidiano di Via Solferino – ha ricevuto oltre 650mila risposte da parte dei dipendenti contattati attraverso un Online Access Panel e Corriere.it e ha stilato una graduatoria di globale di 400 posizioni e 20 aree di attività.

Il ranking

Milano-Bicocca ottiene l’ottavo posto nel ranking con un punteggio di 8.68; risalendo la classifica, a meno di un punto di distanza troviamo Heineken sul primo gradino del podio con 9.26 punti; secondo e terzo posto rispettivamente per Banca d’Italia (8.92) e Costa Crociere (8.83).

“Un posto di lavoro in università è ben considerato dai dipendenti degli atenei italiani – si legge su “L’Economia” – dentro i quali rientrano anche i professori e ricercatori. Tra le prime cento posizioni in assoluto figurano 17 atenei, a partire da Milano-Bicocca”.

Il risultato di uno sforzo collettivo

«Questo risultato mi porta a esprimere ancora una volta la mia sentita riconoscenza verso tutta la nostra comunità – dichiara Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano-Bicocca-. È solo grazie allo sforzo collettivo e ad una visione comune del futuro che è possibile raggiungere determinati traguardi. L’impegno di tutti, dipendenti, docenti, studenti, ha assunto ancora più importanza nel momento in cui il Paese ha dovuto fronteggiare, e continua a farlo, i mesi difficili della pandemia. Da subito ci siamo impegnati per attivare la formazione a distanza di tutti i corsi di laurea, non smettendo, neppure per un giorno, di fare ricerca e didattica. Inoltre, ai nostri dipendenti garantiamo la flessibilità in due dimensioni: flessibilità dell’orario e flessibilità della doppia modalità di lavoro, in presenza o in smart working.  In maniera tale da favorire, per tutti, sostenibilità e qualità del lavoro».

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