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Le accuse di un medico di corsia: "Ospedali impreparati al Covid perché la Lombardia investe solo nel privato". Video

Il dottore in attività da oltre 20 anni al San Paolo di Milano parla della gestione della sanità da parte della Regione dopo l'arrivo del Coronavirus (e non solo)

 

Malati cronici abbandonati a se stessi e reparti impreparati a fronteggiare il Covid a causa dei troppi investimenti nel settore privato a scapito di quello pubblico. È una situazione allarmante quella descritta ai microfoni di Milano Today da un medico di corsia dell'ospedale San Paolo di Milano.

Il dottore, in attività da oltre 20 anni, si è rivolto alla nostra redazione spiegando di voler denunciare la situazione di grave abbandono dei malati cronici durante la pandemia nelle strutture pubbliche, chiedendo tuttavia di mantenere l'anonimato per paura di ripercussioni sul proprio impiego lavorativo.

Il Covid ha cancellato tutte le altre malattie

"Da quando è iniziato il Covid tutto il resto, a livello medico, è passato in secondo piano - spiega il medico - Ci sono migliaia di pazienti malati cronici che hanno dovuto interrompere terapie e che non hanno potuto avere accesso alle visite di controllo periodiche. Può sembrare una cosa secondaria di fronte alla gravità della pandemia, ma non è così. In medicina ritardare una diagnosi o un intervento nei confronti di una malattia grave o cronica può pregiudicare seriamente l'esito della cura".

Troppi soldi ai privati: ecco perché il sistema non ha retto

"Questa situazione è dovuta principalmente ai massicci investimenti fatti negli ultimi anni dalla Lombardia nel settore privato a scapito di quello pubblico - continua il medico di corsia - È sicuramente vero che ci sono delle grandi eccellenze nella nostra regione, ma ormai riguardano quasi solo il privato. Negli ospedali pubblici la situazione è ben diversa ed è per questo che durante la prima ondata, a marzo 2020, il sistema sanitario è rimasto letteralmente travolto.

Il fallimento della medicina territoriale

In altre regioni ho visto medici e infermieri fare visite e terapie che normalmente si fanno in reparto direttamente a casa dei malati. Qui non si è visto nulla di tutto questo. La medicina territoriale e quella di base sono venute a mancare completamente e i pazienti non Covid, non sapendo dove altro andare, sono finiti per intasare ancor di più gli ospedali già alle prese con le migliaia di persone infettate dal Coronavirus. Anche per questo motivo i contagi della prima ondata a un certo punto sono saliti vertiginosamente".

Una scelta politica iniziata con Formigoni

"Si tratta di una scelta politica - conclude il dottore del San Paolo - Faccio il medico da tanto e posso dire che nella sanità pubblica di Milano e della Lombardia c'è stato un lento declino iniziato sotto la presidenza di Roberto Formigoni e che arriva fino a oggi. Si è investito nel privato decantando le nostre eccellenze, ma chi ci ha guadagnato sono state solamente le società che si occupano della gestione investimenti nel settore medico, ospedali, residenze per anziani e ambulatori privati, non certo la salute dei pazienti comuni che si possono permettere solo le strutture pubbliche".

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